La rinascita di Tumminello: "Non dovevo mai andare all'Atalanta. A Crotone segno e... sogno"

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Dall'esordio da giovanissimo in Serie A ai tre gravi infortuni, fino a una stagione da favola in Calabria con 17 reti: "Grato a Garcia, Dzeko è un modello. Non ho perso il vizio del gol"

Giuseppe Giuliano

4 aprile - 07:25 - MILANO

Il Crotone sogna la serie B con i gol di Marco Tumminello. Non è stata una carriera semplice, quella del 26enne attaccante di Erice (Trapani), ha affrontato tre rotture del crociato, ma a 26 anni è uno dei migliori cannonieri del campionato di Serie C. La punta siciliana ha vissuto un calvario infinito che non gli ha permesso di rispettare le attese dopo l’esordio da giovanissimo in Serie A con la Roma, prima del trasferimento all’Atalanta e di una girandola di prestiti. Grazie soprattutto a una grande forza mentale è riuscito a non mollare mai, per conquistare obiettivi importanti in Calabria con la maglia rossoblù. 

Grazie alla rete nell’ultimo weekend è salito a quota 17 gol in campionato sul campo, il migliore della sua carriera. Qual è il segreto di questa grande stagione?

"Quest'anno è il record stagionale della mia carriera e sono molto contento, spero di non fermarmi . Il segreto è lavorare giorno dopo giorno, fare sempre bene davanti alla porta, non perdere il vizio del gol e soprattutto avere un grande gioco di squadra perché non segno da solo ma siamo in 24, quindi è un motivo d'orgoglio per me e devo ringraziare i miei compagni". 

Questa è la sua terza avventura a Crotone. Che cosa significa per lei indossare questa maglia e giocare per questa piazza? 

"Questa è la mia quarta stagione a Crotone, la prima fu nel 2017 quando la squadra era in Serie A. Sono molto contento di essere tornato tre anni fa perché, nonostante avessi avuto molte richieste in Serie B, la famiglia Vrenna mi ha sempre accolto benissimo. La prima volta che sono tornato in sede mi è sembrato di essere a casa, mi trovo molto bene e spero di rimanere tanti anni e andare in Serie B con questa maglia. Sarò sempre grato a questa società per tutta la mia carriera perché mi hanno fatto crescere". 

Mister Longo in questa stagione l’ha schierata in tutti i ruoli del reparto offensivo, quale preferisce? 

"Non c'è ruolo che preferisco, alla fine gioco sempre là davanti che sia da trequartista, seconda o prima punta, mi trovo bene in quella parte di campo". 

Tre rotture del crociato tra il 2017 e il 2021. C’è mai stato un momento in cui ha pensato di mollare tutto? 

"Nel 2019 quando mi sono rotto il secondo legamento crociato a Pescara mi è crollato il mondo addosso, perché avevo iniziato la stagione nel migliore dei modi e poi è arrivata la batosta. La riabilitazione non è andata bene, volevo smettere perché non vedevo la luce in fondo al tunnel. Grazie alla mia determinazione e alla presenza delle persone giuste accanto a me, ho iniziato un nuovo percorso e mi sono rimesso in gioco, dopo essere stato vicino a smettere di giocare".

Che lavoro ha svolto per recuperare la piena forma fisica? 

"Si tratta soprattutto di una questione di mentalità, di non abbattersi e tornare sempre più determinato ogni volta grazie al duro lavoro. L'importante è sempre stato non accelerare i tempi dopo il rientro in campo, anche quando ero al meglio dal punto di vista fisico. La determinazione, le persone che ti circondano lo spogliatoio in cui vivi le giornate: più che fisica è una questione mentale". 

Nella Roma era considerato uno dei migliori prospetti insieme a Scamacca e Frattesi. Si sente pronto ancora a confermare le attese? 

"A Roma sono stati 7 anni bellissimi tra settore giovanile e prima squadra. Mi sento pronto a confermare le aspettative, poi non dipende solo da me, ma spero col duro lavoro di farcela". 

Tumminello-Scamacca è stata una delle coppie d’attacco più forti a livello giovanile nella Roma e in Nazionale. Quali sono i ricordi più belli condivisi insieme? 

"Io e Gianluca abbiamo giocato poco insieme a Roma perché lui si è trasferito in Olanda al Psv, ci siamo trovati spesso nel giro della Nazionale. È stato bello giocare insieme con la maglia azzurra, è un giocatore di qualità con grandi doti fisiche. Ad oggi per me è l’attaccante italiano più forte insieme a Moise Kean".

Con la maglia giallorossa ha esordito in Serie A nel 2016, con Rudi Garcia in panchina. Com’è stato condividere lo spogliatoio con campioni come Totti, De Rossi e Salah? 

"L’esordio in Serie A il 6 gennaio 2016 con Rudi Garcia a Verona contro il Chievo è stato indimenticabile. Condividere lo spogliatoio con questi grandi campioni è stato bello perché mi hanno trasmesso determinazione, disciplina e passione per questo sport. Mi hanno insegnato a gestire le pressioni dentro e fuori dal campo, sono stati di grande aiuto anche se per poco tempo". 

L’Atalanta ha investito su di lei nel 2018 per poi cederla in una lunga serie di prestiti. Avrebbe meritato maggiore fiducia da parte della società e Gasperini ? 

"L’Atalanta ha fatto un grande investimento su di me, ma a livello personale potessi tornare indietro nel tempo non andrei mai a Bergamo. Uno dei miei più grandi rimpianti è stato quello di lasciare la Roma, ma ero troppo giovane e mi sono lasciato prendere dalla foga di emergere".

Qual è stato il miglior allenatore con il quale ha lavorato? 

"Un allenatore molto importante per me è stato Rudi Garcia ai tempi della Roma. Ho apprezzato molto il suo aiuto durante gli allenamenti con la prima squadra, mi ha sempre dato tanti consigli su come migliorare e fatto sentire parte integrante del gruppo, nonostante fossi ancora molto giovane".

Ha un idolo nel calcio? 

"Prendo grande ispirazione da Edin Dzeko, sa lavorare bene spalle alla porta, è bravo ad attaccare l’area, ha grande tecnica e aiuta molto la squadra. È un attaccante completo perché dimostra il suo valore attraverso le prestazioni, non solo con i gol". 

Quali sono i suoi obiettivi per il futuro? 

"Non penso al futuro ma solo al presente. In questo momento ci mancano ancora tre partite che dobbiamo vincere per entrare nella zona play off. Spero in futuro di continuare a fare grandi cose con il Crotone, ma è ancora presto per pensarci".

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