La prima piccola d'Italia, i 90 anni della Fiat 500 Topolino

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Fiat 500 Topolino 1936
Roberto Speranza

Giornalista

15 giugno - 07:19 - MILANO

Risale al 1936 l'uscita del primo tentativo di avviare la motorizzazione di massa nel nostro Paese. Nonostante un buon successo commerciale, i tempi non erano maturi per un obiettivo di tale portata e le promesse non vennero mantenute. Ma il minuscolo e geniale veicolo progettato da Dante Giacosa rappresentò la base per la vera superstar che arrivò due decadi più tardi, la 500 che tutti conosciamo

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Fiat 500 Topolino: Mussolini voleva un'auto

"Giacosa, il senatore Agnelli vuole una vettura piccola, economica, che possa essere venduta al prezzo di 5.000 lire. Se la sente di disegnare lo chassis, compreso il motore?". Era il 1932. Con queste parole, riportate nella sua autobiografia I miei 40 anni di progettazione alla Fiat, Dante Giacosa ricorda il colloquio durante il quale l'ingegner Antonio Fessia, direttore dell'ufficio tecnico motori d'aviazione, gli affidò il compito di progettare la prima vettura veramente popolare della Fiat. Il tentativo in realtà era in corso almeno da quattro anni. Da quando Benito Mussolini, attraverso due decreti legge nel 1929 e 1930 che sostanzialmente impedivano alle aziende straniere di produrre e vendere in modo conveniente automobili in Italia, aveva bloccato i tentativi della Ford (era pronta a provarci anche la General Motors) di sbarcare nel nostro Paese. Cioè l'incubo peggiore per Giovanni Agnelli. Ma il duce chiese una contropartita importante. Cioè l'impegno da parte della Fiat a produrre un'auto accessibile ad una larga parte delle famiglie, da vendere appunto a 5.000 lire. Da un punto di vista industriale si trattava di un'impresa al limite dell'impossibile, soprattutto nel pieno di una colossale crisi economica. Queste furono le premesse per la creazione della Fiat 500 Topolino.

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