La squadra del patron Giuliano Martinelli e del presidente Gianfranco Grassini nei playoff di Eccellenza ha battuto i sardi dell’IlvaMaddalena
Pietralunga è un borgo di duemila anime, nella provincia di Perugia al confine tra Umbria e Marche. Un borgo ricco di storia e noto in tutto il mondo come una delle “Città del tartufo". La cavatura del prezioso frutto della terra, la sua lavorazione e la trasformazione compongono oltre l’85 per cento del pil cittadino. Giuliano Martinelli è il titolare di “Giuliano Tartufi”, una delle due aziende cittadine del settore dal fatturato milionario, ma è anche il patron (il presidente è Gianfranco Grassini, ovviamente ristoratore con i tartufi sempre in tavola) e anche il maggiore sponsor della squadra del paese, la Pietralunghese, che domenica scorsa vincendo i playoff di Eccellenza contro i sardi dell’IlvaMaddalena ha conquistato, per la prima volta nella sua storia (è stata fondata nel 1973), la Serie D. Una scalata esaltante, visto che questo è stato solo il secondo campionato trascorso appunto in Eccellenza, dopo la promozione del 2024 (con annessa Coppa Italia regionale). Duemila abitanti e duemila erano anche gli spettatori – molti accorsi da località limitrofe - per la partita decisiva, giocata nello stadio che si chiama anche lui Martinelli. In tribuna anche Nicolò Tresoldi, attaccante del Bruges campione del Belgio e della Germania U21, che è residente nella vicina Gubbio. E ovviamente c’era il sindaco Francesco Rizzuti, che prima della partita si è impegnato ad aiutare le macchine a parcheggiare vista la folla mai vista in quell’impianto. Ma la Pietralunghese raccoglie simpatizzanti ovunque. Martinelli, che prima di diventare sponsor è stato calciatore della squadra, ha svelato: "Ogni anno organizziamo una festa societaria che è diventata un punto di riferimento, a cui partecipano con affetto anche Serse Cosmi, Fabrizio Ravanelli, Federico Giunti e Alberto Bollini".
tartufi a volontà
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Il proprietario è un grande appassionato. In occasione delle ultime due trasferte dei playoff (e Fermo e in Sardegna), Martinelli invece di stare in tribuna d’onore è stato in curva sotto al sole a cantare con i tifosi. Ha raccontato: “A Pietralunga il teatro non ce l’abbiamo, il cinema nemmeno, e per questo seguiamo la Pietralunghese con grande passione e 'Io che amo solo te' è il nostro slogan. Nonni, figli e nipoti vanno allo stadio tutti insieme e questo è il successo più grande”. La squadra veste i colori rosso e blu ed è stata allenata da Luca Pierotti. I video della promozione hanno fatto registrare sui social circa 850mila visualizzazioni. Chiuso il campionato al secondo posto, tra un tartufo e l’altro ha via via superato i turni degli spareggi e li ha vinti insieme ad altre sei squadre (Avola, Certosa, Fezzanese, Gladiator, Santegidiese, Solbiatese). "Mentre guardavo la partita con l’IlvaMaddalena – ha spiegato Martinelli - non ho mai avuto il timore che potesse andare male, anche dopo il vantaggio degli ospiti. C’era in me la stessa sensazione che ho provato quando al Mondiale del 1982 in Spagna guardando l’Italia: sentivamo tutti dentro che saremmo diventati campioni del mondo. Per tutta la partita però ho avuto un cruccio: sapevo che conquistata la Serie D sarebbe arrivato il giorno in cui sarei dovuto scendere negli spogliatoi per annunciare a qualcuno nuove scelte. Ma il calcio è anche questo". Adesso questo borgo sogna già le trasferte fuori regione del prossimo campionato, per la prima volta nella storia (a parte questi playoff, ovviamente). In attesa della composizione dei gironi, tutti sperano di poter giocare a Siena, in uno stadio che ha fatto la Serie A: una profezia fatta da Martinelli un anno fa che adesso potrebbe diventare la realtà. “Muoveremo ogni volta almeno 300 persone, sapete cosa significa per noi entrare in stadi così? Questa è stata la vittoria della mia Pietralunga, dei nostri tifosi, a chi ci ha seguito anche da fuori”. Ma è anche vero che – al contrario - tante tifoserie avversarie si muoveranno volentieri verso Pietralunga, per assaggiare la specialità della casa: quei tartufi che non solo deliziano in cucina, ma hanno anche fatto scrivere questa gustosa storia di calcio di provincia.



