La Pasqua di Vlahovic: il padre in arrivo a Torino, si avvicina il rinnovo. I retroscena e le cifre

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La Juve e la famiglia di Dusan al lavoro per un contratto di uno-due anni

Filippo Cornacchia

Giornalista

25 marzo - 08:23 - TORINO

La Pasqua di Dusan Vlahovic è arrivata con una settimana d’anticipo e il rinnovo potrebbe non tardare molto. La resurrezione del bomber è iniziata contro il Sassuolo: undici minuti per sentirsi di nuovo giocatore e mettersi alle spalle il grave infortunio all’adduttore, l’intervento chirurgico di dicembre e i 112 giorni trascorsi ai box. Tanti, ma meno di quelli che mancano alla scadenza del contratto del 26enne di Belgrado con i bianconeri. La sirena del 30 giugno suonerà fra 97 giorni e tanto la Juventus quanto Vlahovic non hanno intenzione di aspettare il novantesimo. La Signora e Dusan, dopo l’apertura delle scorse settimane, vogliono preparare in anticipo il matrimonio bis. La sosta per le nazionali aiuterà a cambiare marcia. Vlahovic da domani si allenerà alla Continassa e l’ad Damien Comolli, in questi giorni impegnato a Parigi con l’associazione dei club calcistici europei (Efc), tra il weekend e l’inizio della prossima settimana rientrerà in Italia. A Torino arriverà anche Milos Vlahovic, papà di Dusan e regista del cambio di programma di inizio mese. Della serie: Barcellona e Premier possono aspettare, priorità alla Juventus. DV9 ha chiesto anche al padre di occuparsi da vicino del suo futuro. Il nuovo summit con Comolli e il suo braccio destro Giorgio Chiellini è dato per imminente: prima di Pasqua. 

doppio sì

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Non sarà quello decisivo, ma si preannuncia un appuntamento chiave. Vlahovic, il papà e i dirigenti juventini l’ultima volta si sono guardati negli occhi e poi si sono salutati con un auspicio comune: perché non andiamo avanti insieme e rinnoviamo? Dopo i cuoricini, scatta l’ora dei numeri. E dei milioni. La partita è tutta da giocare, ma il punto di partenza aumenta l’ottimismo di giorno in giorno. Vlahovic ha fatto capire chiaramente di voler restare a Torino e la Juventus ha promesso a Luciano Spalletti, il primo sponsor dell’ex viola, che farà il massimo per arrivare al rinnovo. Piuttosto che spendere soldi per un centravanti da testare, meglio confermare quello che si ha in casa e che dal gennaio 2022 ha segnato 64 gol in 163 presenze. A maggior ragione adesso che gli oltre 80 milioni investiti per strapparlo alla Fiorentina sono stati ammortati del tutto a bilancio. Ragionamento simile per Vlahovic: dopo un anno complicato e un infortunio grave, meglio ripartire da una squadra e un ambiente amichevole piuttosto che cercare fortuna altrove col rischio di complicarsi la vita.

contatti e incontro

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La Settimana Santa potrebbe essere anche quella di Vlahovic, che confida di tornare al gol nel match di Pasquetta (6 aprile) contro il Genoa. Magari non sarà ancora quella della fumata bianca per il rinnovo, però se tutto andrà secondo programmi il padre del serbo e Comolli cominceranno a costruire il puzzle dal punto di vista economico. Le idee sono tante da una parte e dall’altra, l’incontro servirà per metterle sul tavolo e discuterne di persona. Vlahovic è consapevole che non potrà più guadagnare i 12 milioni attuali e nemmeno le cifre del contratto firmato nel 2022. La Juventus sa che il taglio pesante della busta paga, intorno al 40-50% in base ai bonus, dovrà essere compensato da altro. Così, in attesa del vertice, il compromesso più quotato potrebbe essere un accordo di uno-due anni (2027-2028) a fronte di uno stipendio da 6-7 milioni. Un po’ meno di Yildiz, che da luglio con 7 milioni e mezzo diventerà il più pagato della squadra. Il rinnovo “breve” legherebbe ancora di più il futuro di Vlahovic a quello di Spalletti, lui sì pronto a firmare entro Pasqua. L’intesa con il tecnico è ai dettagli e sarà fino al 2028. Il piano della Juventus è chiaro: arrivare a fine maggio con la qualificazione Champions in tasca e con i big blindati (dopo Yildiz e McKennie, Spalletti e Vlahovic) per poi aggiungere due-tre ritocchi di peso. Dal pallino Bernardo Silva (in scadenza col City) al ritorno di Randal Kolo Muani.

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