La saggezza antica dell'allenatore ha avuto la meglio sull'esuberanza di Yamal
Diego Simeone è in missione per conto di Dio. Come i Blues Brothers. È l’Angelo Nero che accorre, quando vede troppa autostima tecnica e blasfeme costruzioni dal basso che puntano al cielo, come la Torre di Babele. Alla vigilia del ritorno con l’Atletico Madrid, Yamal ha invocato la rimonta con occhiali da sole, alla LeBron James. Dopo 4 minuti, ha fatto gol, ma alla fine sono passati i Materassai e, come ha spiegato il Cholo: "Conta solo chi inserisce il proprio nome nell’urna del sorteggio". I pirati di Diego hanno inforcato occhiali da sole e bullizzato Lamine sui social. Il Cholo ci ha messo il carico: "La paura l’ho provata davanti a CR7, non a un ragazzino".
corsi e ricorsi
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Nella Champions 2015-16, Simeone cacciò fuori prima il Barça di Neymar, Messi, Suarez, poi il Bayern Monaco di Xabi Alonso e Lewandowski. Quando si ammassa troppa esuberanza tecnica, l’Angelo Nero appare come il frate a Troisi. Nel suo saio nero, predica: "Ricordati che devi difendere". È questa la missione di Dio: ricordare che il calcio sarà sempre una moneta a due facce, difesa e attacco, mentre oggi, nell’era degli esterni offensivi, delle difese alte e del pressing feroce, sembra diventato a una faccia sola. Persino gli italiani non sanno più difendere. Dal 2011, invece, il Cholo regna a Madrid grazie ai suoi pirati difensivi: Savic, Godin, Gimenez, Ruggeri, bendato e insanguinato. Il portiere Musso, invece di costruire dal basso, ha tolto la carie a Fermin Lopez con una scarpata sul muso. Gente che frequenta i bravi manzoniani all’osteria della Malanotte, il Griso, Tanabuso, Tiradritto… Anche questo è calcio. Mo’, me lo segno.


