"La libertà della donna passa anche
dalla possibilità di mostrare serenamente il proprio viso e
affermare così la propria individualità. Per questo, ho
presentato al Senato insieme al nostro capogruppo Massimiliano
Romeo e ad altri colleghi della Lega un disegno di legge per
introdurre il delitto di costrizione all'occultamento del volto.
Vogliamo che in Italia nessuna donna debba sentirsi obbligata a
coprirsi con niqab, burqa o qualsiasi altro indumento che ne
annulli l'identità e la dignità". Lo annuncia il vicepresidente
del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.
"Le pene previste sono la reclusione da uno a tre anni e la
multa da 10mila a 30mila euro", spiega Centinaio. "Inoltre, se
il reato è commesso ai danni di un minore o di un genitore,
scatta anche la segnalazione al Tribunale dei minori, che può
decidere la decadenza della responsabilità genitoriale o
l'allontanamento dalla residenza familiare. In alcuni casi,
infatti, l'imposizione del velo è solo una delle forme
attraverso cui i genitori vogliono impedire l'integrazione delle
proprie figlie, negando loro il diritto di vivere liberamente
nella nostra società, scegliere chi frequentare e costruire il
proprio futuro. Divieti incompatibili con i principi espressi
dalla nostra Costituzione e, per questo, il nostro disegno di
legge prevede anche che chi viene condannato per questo reato
non potrà ottenere la cittadinanza italiana".
"C'è poi un aspetto legato alla sicurezza", aggiunge il
senatore della Lega. "Attualmente la norma che impedisce di
presentarsi in luoghi pubblici a volto coperto è ambigua e
lascia troppi margini di interpretazione ai giudici che la
applicano. Noi vogliamo renderla più chiara, escludendo dalle
eccezioni indumenti o accessori di origine etnica, culturale o
religiosa ed elencando con più precisione gli ambiti in cui il
divieto non è applicabile, ad esempio per motivi di salute o di
sicurezza stradale, nonché nei luoghi di culto o in occasione di
attività artistiche. In questo modo, sarà sempre possibile
identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze,
uffici, ospedali e scuole, così da evitare scambi di persona e
limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri
cittadini", conclude Centinaio.
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2 ore fa
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