La Land Rover Defender più estrema? Ha 635 Cv e una modalità... per i salti

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La nuova Defender Dakar porta su strada alcune delle soluzioni adottate durante il rally raid più importante al mondo: pneumatici da 35 pollici, assetto specifico, V8 da 635 Cv e persino una funzione pensata per gestire gli atterraggi dopo i salti

Giuseppe Biondo

22 agosto 2026 (modifica alle 10:02) - MILANO

A soffermarsi sugli pneumatici da 35 pollici, sulla generosa altezza da terra o sui passaruota maggiorati, sulle prime qualche dubbio viene. Ma Land Rover rassicura: la Defender Dakar presentata alla Monterey Car Week, in California, sarà un’auto in edizione limitata veramente omologata per l’uso su strada pubblica. La vettura nasce per celebrare la vittoria dell’iconico fuoristrada nella classe stock della Dakar 2026, ottenuta al primo tentativo, con un’edizione speciale che richiamasse, nel design e nelle soluzioni tecniche, parte delle dotazioni dei mezzi che partecipano alla storica gara, in questo caso del Defender D7X-R. Ecco così la Defender Dakar, che ha pure una peculiare funzione "flight", volo, un sistema che dopo un salto prepara la vettura all’impatto con il suolo. È derivato dai mezzi della Dakar, che devono atterrare senza danni dai "voli" delle molteplici dune del percorso.

DESIGN

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La Land Rover Defender Dakar si distingue dalle normali Defender per una serie di elementi specifici. I passaruota allargati con rivetti a vista, i fari supplementari a Led sul tetto, che non è panoramico ma fisso in metallo, le prese d’aria maggiorate in fibra di carbonio, materiale composito che compone anche il cofano motore, i paraspruzzi e una protezione sottoscocca rinforzata. I più attenti noteranno velocemente la mancanza della ruota di scorta sul portellone, una scelta che ricalca la Defender D7X-R da gara: al suo posto c’è una piastra di chiusura, la ruota e il compressore sono stati trasferiti nel bagagliaio. A livello cromatico, la combinazione che avvicina maggiormente la versione stradale a quella da gara è quella bicolore, con carrozzeria in Dakar Sand e tetto in Yanbu Turquoise. A richiesta c’è una pellicola protettiva opaca opzionale in Narvik Black o Alaska White. L’abitacolo non riprende gli elementi più estremi della vettura da rally, si limita a dettagli ispirati alle competizioni. I sedili sono specifici e a richiesta si possono avere le cinture a quattro punti. Dietro è previsto uno spazio dedicato ai caschi da gara.

TECNICA

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La base tecnica della Defender Dakar è quella della Defender 110, con la stessa architettura di base della D7X-R da competizione. I progettisti dunque sono partiti dalla Defender Octa, la versione più potente in gamma. E se il V8 biturbo a benzina da 4,4 litri della D7X-R è limitato dai regolamenti a 390 Cv, qui è a briglie sciolte, a piena potenza: sviluppa 635 Cv e 750 Nm di coppia. La trasmissione è automatica a 8 rapporti con riduttore, per i tratti in fuoristrada più impegnativi. Gli pneumatici all terrain sono da 35 pollici, montati su cerchi forgiati da 20". Le sospensioni a molle sono abbinate ad ammortizzatori Bilstein Advanced derivati dall’esperienza nei rally. Oltre alle modalità di guida già presenti sulla Defender standard, sulla Dakar ci sono due programmi dedicati: Gravel - ghiaia - e Dunes - dune - , con la peculiare Flight Mode che, con il veicolo in aria, fa slittare la frizione del ripartitore di coppia per minimizzare lo shock sulla trasmissione al momento dell’atterraggio.

QUANDO ARRIVA

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Al momento la Land Rover Defender Dakar non è ancora in vendita, le prenotazioni dovrebbero aprire nel 2027, quando arriveranno dettagli tecnici e specifiche completi. E probabilmente anche il prezzo, ancora ignoto. Considerando però che la Defender Octa standard parte da 190mila euro in Italia, la Dakar si prospetta uno sfizio per pochi.

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