La Juventus cerca riscatto, 'Roma importante, ma ci sono altre 11 gare'

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In campo domenica alle 20:45 per la 27ma giornata della Serie A di calcio c'è Roma-Juventus:

LA VIGILIA IN CASA JUVENTUS:

Luciano Spalletti ha preferito la via del silenzio, la Juventus ha scelto Pierre Kalulu per presentare la trasferta nella Capitale contro la Roma. "Siamo consapevoli che ci troviamo di fronte a uno scontro diretto importante, ma sappiamo anche che successivamente ci saranno altre 11 partite altrettanto fondamentali - dice il difensore in vista del posticipo dell'Olimpico - e mi aspetto una gara bella da vedere allo stadio e in tv: sarà meglio della sfida dell'andata, perché tutti siamo cresciuti".

I bianconeri invece a febbraio hanno subito un brusco calo: "E' stato un mese durante il quale abbiamo vissuto tantissimi livelli differenti sul piano mentale - risponde Kalulu, con la squadra che ha vinto soltanto due volte su sette sfide (tra il 3-2 inutile in Champions League contro il Galatasaray, ndr) - ma è difficile scegliere una partita che vorrei rigiocare: forse dico l'Atalanta in Coppa Italia, semplicemente perché era all'inizio". Il ritorno contro i turchi ha lasciato sensazioni opposte all'interno dello spogliatoio: "E' un mix di sentimenti, c'è il rammarico per il risultato finale ma anche l'orgoglio che esce fuori dopo le riflessioni e dopo aver rivisto ciò che abbiamo messo in campo" il termometro dei bianconeri dopo aver fallito un altro obiettivo stagionale. Nonostante tutto però, anche la squadra crede ciecamente in Spalletti: "Ci sentiamo bene con il mister, ci sono le idee chiare e ci piace il suo modo di fare calcio, perciò saremmo felici di continuare insieme - afferma Kalulu - ma questa è una tematica che riguarda la società, non è compito mio". Insieme al francese è inevitabile aprire una parentesi sulla celeberrima espulsione rimediata a San Siro nel derby d'Italia contro l'Inter: "Non ho sentito Bastoni, ci rivedremo tra sei mesi in campo e spero di aver avuto successi che mi abbiano fatto dimenticare l'episodio - dice il difensore su ciò che accadde due settimane fa, con la simulazione e l'esultanza del nerazzurro dopo il rosso per doppia ammonizione al bianconero - e ciò che mi ha dato più fastidio è il risultato finale di quella partita: se avessimo vinto nonostante la mia espulsione, sarei stato ugualmente dispiaciuto ma con meno amarezza perché la squadra viene sempre prima del singolo". Anche per quell'episodio però i vertici arbitrali del calcio hanno deciso di cambiare il protocollo Var, con i direttori di gara che verranno richiamati al monitor in caso di dubbi su un secondo cartellino giallo: "Tutti sono sempre d'accordo a inserire regole che possano aiutare a migliorare il calcio, vedremo come funzioneranno sul campo" la risposta di Kalulu sul tema. Quanto alla formazione alla Continassa si respira un cauto ottimismo per Bremer e Yildiz: il brasiliano è rimasto a riposo contro il Galatasaray e il turco è stato sostituito durante i supplementari, entrambi dovrebbero partire dal primo minuto. Per la mediana, invece, Spalletti si tiene aperte più strade: c'è da sostituire lo squalificato Locatelli, in regia può andare Koopmeiners con Thuram e McKennie nel ruolo di mezzali.

LA VIGILIA IN CASA ROMA:   

Dodici giornate, trentasei punti a disposizione e almeno altri 20-25 potrebbero servirne alla Roma per centrare un posto tra le prime quattro. E il primo spareggio arriva all'Olimpico, dove si presenta la Juventus, distante quattro lunghezze. "Un vantaggio significativo per il percorso fin qui fatto dalla Roma, ma non determinante", dice Gian Piero Gasperini.

"E' impensabile che una qualche squadra prenda il largo ora e decida il campionato prima - aggiunge -. Sarà una competizione che si deciderà più avanti". Per questo il diktat del tecnico giallorosso è quello di "stare dentro in tutto", perché "non è facile prevedere se la Champions sarà più facilmente raggiungibile dal campionato o dall'Europa League". Una cosa, però, nella testa di Gasperini sembra chiara, la quota punti che servirà per piazzarsi nella coppa europea dei grandi: "Di solito bisogna passare i 70-73 punti, ma quest'anno potrebbero essere di più". Per questo la Roma che oggi ne conta 50 dovrà farne almeno altri 20-25 sui 36 a disposizione. "Come lo scorso anno poi, anche in questo le squadre coinvolte sono tante - prosegue -. Adesso sarà fondamentale un filotto di successi, chi lo farà avrà un bel vantaggio". Così la gara con la Juve diventa un primo spartiacque della stagione, con i giallorossi costretti a fare i conti anche con il tabù contro le grandi. Fin qui sono arrivati i pareggi con Napoli e Milan, poi solo sconfitte. Manca l'acuto, ma la testa di Malen e compagni non deve andare lì. "Non dobbiamo pensare a questo - sottoliena Gasperini -. Ma solo all'interpretazione della gara e alla prestazione, perché queste sono sfide equilibrate, dove sono i dettagli a fare la differenza". Su quelli lavora da giorni il tecnico della Roma che deve convivere con i soliti problemi in attacco, perché se Soulé non sarà della partita, le riserve su Dybala saranno sciolte solo all'ultimo. "Sta meglio", dice l'allenatore, ma la condizione per giocare ancora non c'è. Sicuramente non dall'inizio. Per questo con Malen potrebbero esserci Pellegrini e uno tra Zaragoza e Cristante, inserendo a centrocampo Pisilli. Non esclude nemmeno la possibilità di una difesa a quattro vista con la Cremonese, anche se dalle prove fatte a Trigoria sembra più un'opzione da usare a gara in corsa e dunque partendo con il terzetto di centrali composto da Mancini, Ndicka e Ghilardi. Nulla sarà lasciato al caso, perché con Spalletti il punto di contatto è proprio la ricerca del risultato attraverso il gioco. Una forma mentis per entrambi, con quella di Gasperini costruita nella Juventus dove è cresciuto prima come calciatore e poi come allenatore del settore giovanile. "E' stata una palestra incredibile per me - conclude -. Era una società dove il calcio si faceva bene, mi ha dato l'opportunità di andare in giro per l'Europa ed è stata una formazione che mi ha aiutato tantissimo nella mia carriera". Un passato che poteva incidere anche l'estate scorsa, quando tra lui e la Roma si provò a inserire il club bianconero per affidargli la panchina al posto di Tudor. Optò la Capitale e ora proverà a estromettere la Juventus dalla corsa Champions per confermare la bontà della sua scelta.

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