(di Patrizia Vacalebri)
Riflettori puntati sul design
italiano nella Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc)
di Roma, con l'anteprima, presentata questa mattina dalla
direttrice del museo, Renata Cristina Mazzantini, del nuovo
allestimento, che vede protagonisti molti nomi importanti del
settore (tra gli altri Armani/Casa, Kartell, Cappellini,
Poltrona Frau, Rubelli) e il primo merchandising museale.
"In una visione multidisciplinare - afferma la direttrice
della galleria - la dimensione creativa del design può
contribuire ad arricchire l'immagine della Galleria, a
migliorarne la fruibilità e a diffonderne le icone, instaurando
una virtuosa collaborazione con le aziende protagoniste del made
in Italy. Grazie alla sponsorizzazione di prestigiose aziende,
quindi a una comprovata collaborazione tra pubblico e privato,
il nuovo allestimento della Galleria comincia a instaurare un
dialogo tra design e arti visive, per riconoscere il ruolo del
design nell'ambito della creatività contemporanea e rendere le
sale più confortevoli. Il progetto celebra il design italiano
come un fenomeno artistico rilevante, che ha tradotto gli
stimoli provenienti dalla globalizzazione, dalla competizione
sui mercati e dall'innovazione tecnologica in una forma di arte
che sviluppa la cultura del progetto, mantenendo l'equilibrio
tra componenti artistiche e tecniche, e delega l'esecuzione
materiale dell'opera, o meglio, la ingegnerizza, per renderla
più economica e diffusa".
Il nuovo allestimento, in fase di completamento, accompagna
le opere d'arte a oggetti che mutano la percezione delle sale e
invitano i visitatori ad "abitarle". Ma la Gnamc annuncia anche
l'interesse verso partenariati con aziende di design per la
realizzazione di una linea di merchandising concepita come
"estensione curatoriale".
"I capolavori della collezione della Gnamc - spiega
Mazzantini - reinterpretati secondo la prassi della
post-produzione, potranno diventare narrazioni oggettuali delle
poetiche artistiche contemporanee. Il progetto di
cultural-branding nasce con l'intenzione di trasformare il
bookshop nell'ultima sala espositiva del museo e parimenti, di
rendere il la collezione più diffusa, contando sulla
distribuzione delle aziende partner. Per questo, la
pubblicazione di specifiche manifestazioni d'interesse invita
aziende e professionisti del settore del design a ideare
prodotti a marchio Gnamc, volti a inventare nuove relazioni
quotidiane dei capolavori della collezione con il pubblico".
I primi esiti di tali manifestazioni, promosse in
collaborazione con ADI, sono già nelle sale della galleria. C'è
la linea tableware realizzata da Guzzini, legata anche alla
nuova identità visiva della Gnamc, ovvero il logo disegnato da
Lorenzo Marini. Ma c'è anche la lampada Emilio prodotta dalla
italianissima Slamp che trasforma in luce la celebre
cancellatura di Emilio Isgrò. Infine, il designer cinese Wang Yi
presenta Ipporia, prodotto dalla Fondazione Zhong Art
International, celebra il segno del Cavallo del calendario
cinese 2026.
Con questi primi articoli, la Gnamc sarà presente al Salone
del Mobile 2026, in programma a Milano dal 21 al 26 aprile,
all'interno dello stand del ministero della Cultura partecipando
al progetto di merchandising museale Made in MiC nato per
valorizzare e promuovere il Made in Italy. "Adi (Associazione
per il Design Industriale) è lieta di collaborare con Gnamc -
dichiara Andrea Cancellato, direttore Adi Design Museum -
Compasso d'Oro - per la realizzazione di prodotti design
oriented in questo importante museo dedicato all'arte Modena e
Contemporanea".
"La presenza del MiC in un contesto di primo piano per il
design italiano - conclude infine Alfonsina Russo, capo del
dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale -
rappresenta un'importante innovazione per le pratiche museali
che estendono il loro ambito di attività coinvolgendo
direttamente realtà aziendali in collaborazioni originali e
fruttuose".
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