Il mercato globale dei semiconduttori registra una perdurante fase di deficit strutturale. Jensen Huang, ad di Nvidia, tra i nomi più caldi nel settore dei chip, ha confermato che l'elevata domanda supererà l'offerta ancora per diversi anni. Non a caso, il gigante tecnologico ha stretto un accordo con la coreana Sk Hynix per creare nuove memorie destinate al calcolo dell'intelligenza artificiale, sia per i data center che sui prossimi dispositivi di consumo.
Nel comparto mobile, proprio le memorie sono oggi tra i componenti più costosi. Lo ha ricordato Carl Pei, co-fondatore e amministratore delegato di Nothing, marchio di smartphone e accessori, che ha affidato al social X la constatazione di un aumento dei costi di vendita dei telefonini, sottolineando che la situazione non migliorerà nell'immediato, anzi, il rialzo "proseguirà l'anno prossimo".
Chi fornisce chip per i telefonini economici o di fascia media, come MediaTek e Qualcomm, perde posizioni, mentre salgono le spedizioni di semiconduttori dei top di gamma di iPhone e Samsung Galaxy, a dimostrazione di un settore che oggi guarda ai vertici alti delle prestazioni, per giustificare la spesa.
Per fronteggiare la carenza si è mossa l'Ue, che accelera i piani di sovranità tecnologica tramite il Chips Act 2.0, e ridurre così la dipendenza dai mercati asiatici e statunitensi.
Un sistema più snello, che semplifica le procedure amministrative e abbrevia i tempi di rilascio delle autorizzazioni, come base di una filiera continentale dei semiconduttori.
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