La Commissione europea si
prepara a rivedere al ribasso le prospettive economiche
dell'Unione sulla scia della crisi innescata dalla guerra in
Medio Oriente e del conseguente shock energetico che minaccia
crescita e inflazione. Le nuove previsioni economiche di
primavera dell'esecutivo Ue saranno presentate il 21 maggio dal
commissario all'Economia Valdis Dombrovskis e dovrebbero
certificare un peggioramento dello scenario macroeconomico
rispetto alle stime formulate prima dell'escalation in Medio
Oriente.
Secondo quanto già indicato dallo stesso
Dombrovskis nelle ultime settimane, Bruxelles ha già elaborato
un primo scenario che prevede un impatto negativo sulla crescita
europea fino a 0,4 punti percentuali rispetto alle precedenti
proiezioni, con effetti che potrebbero arrivare fino a 0,6 punti
quest'anno e il prossimo nel caso di una crisi più duratura nel
Golfo. Il commissario ha già parlato poi apertamente di uno
"shock stagflazionistico", con una crescita più debole
accompagnata da nuova pressione sui prezzi energetici. L'attesa
è ora per le stime precise, che copriranno come di consueto un
ampio ventaglio di indicatori economici per tutti gli Stati
membri dell'Ue, i Paesi candidati, i Paesi Efta e le principali
economie avanzate ed emergenti.
Nel mirino dei mercati ci saranno soprattutto le nuove stime
su crescita, inflazione, deficit e debito pubblico. Nelle
precedenti previsioni d'autunno, la Commissione stimava una
crescita dell'1,4% per l'Ue nel 2026 e dell'1,5% nel 2027, con
un +1,2% quest'anno per l'Eurozona e +1,4% nel 2027. Per
l'Italia, nelle previsioni d'autunno della Commissione europea
Bruxelles stimava una crescita dello 0,8% sia nel 2026 sia nel
2027, dopo uno 0,4% nel 2025.
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2 giorni fa
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