racconto
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La storia della regina dei pattini che fece innamorare i due blocchi, e di quel giorno di 40 anni fa a Ginevra in cui una "sbavatura" servì solo a rendere eterna la sua umana, irripetibile perfezione
Oh Katarina, ma che differenza fa? Parafrasando l'eterna Ornella Vanoni e adattando la sua Valentina al vecchio mondo diviso in due, viene fuori una storia dentro la quale la bellezza e il talento sono l'una la veste indossata dall'altro e viceversa. Il Socialismo Reale tra i capitoli della sua dottrina non aveva previsto che una sua figlia prediletta potesse rappresentare la versione più glamour di esso; l'Occidente capitalista d'altro canto non avrebbe mai immaginato che cotanta grazia potesse arrivare d'Oltrecortina. Sul filo di quel confine danzava Katarina Witt, pattini e sensualità; capace di piroettare tra la Stasi e La Coca Cola, lo Zio Sam e il Capitale. Persino l'ombra del Muro sembrava acquisire una linea più delicata, quando la si nominava.




