Il progetto rossonero passa anche dalla valorizzazione dei giovani cresciuti in casa propria: il modello è Bartesaghi. Da Alphadjo Cissé a Ossola, i prossimi in rampa di lancio
Nelle ultime settimane i tifosi rossoneri si stanno dando di gomito: quel centinaio di milioni messi sul tavolo per portare a casa nei tempi più rapidi possibili Gonçalo Ramos e Gila hanno ingolosito la gente milanista e cambiato la percezione collettiva dopo anni in cui spesso gli obiettivi sfumavano dopo tira e molla estenuanti per qualche manciata di euro. Questo però non significa che il Milan sia diventato un club di Premier dal portafoglio illimitato: Cardinale ha cambiato marcia, ma la filosofia del creare valore in casa propria resta una linea guida da perseguire. Ed è uno degli aspetti che il numero uno di RedBird ha sottolineato con vigore nei primi incontri con la nuova dirigenza: i giovani talenti vanno coltivati, presi per mano e non smarriti per strada. Cardinale, in particolare, non ha digerito il caso Liberali, lasciato andare l'estate scorsa. Tant'è vero che il club rossonero ha provato a riportarlo a casa, senza riuscirci nonostante il patron in persona lo abbia contattato per convincerlo.
potenzialità
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D'altra parte la prosecuzione del progetto seconda squadra serve proprio a quello. E il cospicuo numero di ragazzi aggregati da Amorim in questa prima parte del lavoro estivo è la prova del nove. Non è solo una questione di arrivare a un numero congruo per poter svolgere gli allenamenti, ma proprio di verificare nello specifico le potenzialità di chi è tornato a casa dai prestiti o di chi fa comunque parte della rosa di Milan Futuro. L'obiettivo è semplice a dirsi, meno a farsi: creare altri Bartesaghi, che rimane l'esempio migliore della sinergia tra prima e seconda squadra. In questo momento Amorim ha a disposizione undici giocatori da valutare e, nel caso, trattenere. Una squadra intera. Non sono tutti di Milan Futuro. Camarda e Comotto per esempio sono tornati dai rispettivi prestiti e saranno fra i primi nomi a finire sotto il microscopio del tecnico. Partiranno in tournée e poi verrà presa una decisione che dovrà necessariamente essere la migliore per la loro crescita. Amorim è particolarmente sensibile allo sviluppo dei giovani, ma è anche vero che restare per fare il terzo attaccante o il quinto centrocampista potrebbe non avere molto senso.
modello
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Più logico, allora, puntare magari su qualche elemento di Milan Futuro, che potrebbe quindi fare spola agevolmente tra prima e seconda squadra. A proposito di centravanti, in questi primi giorni per esempio si sta mettendo in luce Kostic: idee chiare, personalità e un profilo che potrebbe tornare utile per il Milan dei "grandi". Lo stesso vale - non appena avrà pienamente recuperato dal lungo stop - per Alphadjo Cissè (trequartista). Per Aurelien Guernier (esterno offensivo). Per Yahya Idrissi (esterno d'attacco anche lui). Per Lorenzo Ossola (trequartista). Milan e Milan Futuro hanno due allenatori nuovi che dovranno collaborare e a cui è stato affidato un progetto sportivo piuttosto preciso: fare in modo che il modello Bartesaghi sia solo il primo di una lunga serie.


