Il governo italiano parteciperà al summit convocato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio per affrontare il pericolo della "rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra". Dopo una approfondita riflessione, su impulso della premier Giorgia meloni, il governo ha deciso di mandare una rappresentanza politica anche se non ai più alti livelli. In serata infatti si è appreso che l'esecutivo invierà a Washington un sottosegretario che comunque marchèra la presenza italiana a un summit controverso, almeno nell'ottica europea.
Molti osservatori vedono questa riunione come una crociata dell'amministrazione Trump sul movimento Antifa. Sebbene il Dipartimento di Stato americano abbia provato a vendere l'iniziativa in programma la prossima settimana segnalando che il terrorismo di estrema sinistra è "una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali", alcuni funzionari americani hanno visto un tentativo dell' amministrazione Trump di utilizzare potenti strumenti antiterrorismo per reprimere gli attivisti statunitensi considerati estremisti di sinistra. Il tycoon non ha mai nascosto il suo disprezzo per Antifa, e dopo l'omicidio di Charlie Kirk ha emesso un ordine esecutivo per definire il movimento un'"organizzazione terroristica interna". Ora, l'obiettivo dell'amministrazione potrebbe essere bollarlo come "terrorismo straniero", per sbloccare ulteriori strumenti investigativi come la sorveglianza. E negli Stati Uniti, c'è chi teme che questa strategia possa trasformarsi in un boomerang in caso di ritorno dei democratici alla Casa Bianca: "Sarebbe un precedente per un'eventuale amministrazione Gavin Newsom per prendersela con i conservatori", ha affermato un funzionario Usa al Washington Post. Di fronte a questo quadro, non sorprende la perplessità espressa tra le decine di ministri invitati all'incontro - oltre 60 Paesi, secondo il Wp - tra cui figurano la maggior parte delle nazioni europee, i principali Stati latinoamericani e diversi asiatici, come India, Indonesia e Singapore.
Alcuni funzionari di governi stranieri hanno espresso disappunto per l'invito, sia per il breve preavviso - appena un paio di settimane - sia per gli obiettivi vaghi dell'iniziativa. Così, diversi rappresentanti hanno subito giudicato improbabile una partecipazione a livello di ministri, a causa dei numerosi impegni diplomatici. Altri hanno espresso perplessità squisitamente politiche, sottolineando di non capire il motivo dell'invito: "Non abbiamo Antifa", ha detto un diplomatico europeo al Wp. "Le nostre forze dell'ordine non si concentrano sul terrorismo di sinistra perché non è considerato una minaccia prioritaria nel nostro Paese", ha detto un altro funzionario.
Da qui, la decisione di molte cancellerie di snobbare l'evento, pensando al massimo a una partecipazione a livello di rappresentanza diplomatica. Anche in Italia l'invito dell'amministrazione Usa aveva subito suscitato le polemiche politiche, con l'opposizione che ha chiesto al governo di disertare un'iniziativa "che richiama le peggiori stagioni del maccartismo e della caccia alle streghe ideologica" e che "vuole trasformare l'antifascismo e il dissenso sociale in un problema di ordine pubblico", ha sottolineato nei giorni scorsi Avs. Una decisione di questo tipo non poteva essere però presa a cuor leggero, di fronte alle tensioni registrate nelle scorse settimane tra Giorgia Meloni e Donald Trump, per ultimo il meme postato su Truth che invitava a "un'ordinanza restrittiva" per la premier italiana. In serata la decisione: l'Italia sarà presente ma solo a livello di sottosegretario.
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