Sedici medaglie, di cui ben 8 titoli
iridati e testa incontrastata del medagliere. Il ciclismo
azzurro si conferma superpotenza della pista e sbanca i Mondiali
juniores a Heusden-Zolder (Belgio), migliorando i risultati
dello scorso anno in Olanda, quando la spedizione raccolse sei
ori e 13 podi. Le vittorie in questa edizione sono di Matteo
Maggioni nella corsa a punti; di Agata Campana
nell'eliminazione; di Matteo Ghirelli nel chilometro; di Nicola
Padovan, Ruben Ferrari, Paolo Marangon, Alberto Veglia e Lorenzo
Ceccarello nell'inseguimento a squadre; di Jacopo Vendramin
nell'eliminazione; di Agata Campana e Matilde Rossignoli nella
madison; di Nicola Padovan e Jacopo Vendramin nella madison; di
Maya Ferrante nel keirin.
"Sono anni che raccogliamo successi in questo settore - ha
commentato il presidente federale Cordiano Dagnoni - in un
crescendo di risultati che non ha paragoni nella storia recente
del ciclismo su pista. Mi sembra la migliore risposta a chi
afferma che dietro i nostri big non ci siano ricambi e a quanti
danno sistematicamente per morto il nostro movimento. Voglio
ricordare che in questa categoria la permanenza è di soli due
anni e questi risultati non sono pertanto frutto di un singolo
talento, ma di un serio lavoro di programmazione iniziato lo
scorso quadriennio. Valgano per tutti la straordinaria striscia
di successi dell'inseguimento a squadre maschile (cinque titoli
mondiali consecutivi) e le medaglie conquistate nel settore
della velocità con atleti diversi. Un settore, è bene
ricordarlo, completamente inesistente cinque anni fa".
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1 settimana fa
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