L'Inter rinforza il bunker. Via libera a Solet e Bisseck alimenta l'ipotesi Ndicka

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La possibile cessione del tedesco apre nuovi fronti: con l’Udinese si chiude a 25. Per il centrale della Roma ne servono 30

Roberto Maida

Giornalista

2 giugno - 07:50 - MILANO

La ristrutturazione della difesa comincia da un muro maestro: l’Inter ha scelto Oumar Solet per rinforzare il reparto svuotato dal commiato di Acerbi, dal rinnovo non certo di De Vrij e dalla possibile uscita di Bisseck, che ha diversi pretendenti tra i quali il Bayern. Nelle riunioni con la società Chivu è stato chiaro: serve un potenziale titolare, ma a fronte di una nuova partenza gli arrivi di qualità devono essere due. Ecco perché Marotta e Ausilio continuano a tenere i contatti accesi con l’entourage di Evan Ndicka, fresco di qualificazione alla Champions League con la Roma. Non bisogna restare immobili davanti a un mercato fluido, che può migliorare il budget da investire. 

via libera

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Solet è nei piani dell’Inter a prescindere. Dopo la notizia dell’archiviazione del procedimento a carico del giocatore, prosciolto dall’accusa di stupro e quindi ormai libero da ogni brutto pensiero, nulla osta alla finalizzazione dell’affare. Premesso che l’Inter non ha ancora parlato all’Udinese, i mediatori sono al lavoro per raggiungere un’intesa di massima che potrebbe essere articolata su un prestito da 2,4 milioni con obbligo di riscatto nel 2027. La valutazione complessiva raggiungerà comunque i 25 milioni, che sono plusvalenza totale per chi vende dopo l’ingaggio a parametro zero risalente all’autunno 2024. Ausilio proverà a offrire un calciatore, magari un giovane dell’Under 23 che a Udine potrebbero valorizzare, ma ancora l’ipotesi non è stata contemplata. È tutto a posto invece con Solet, che in una recente intervista alla Gazzetta si era esposto a favore del trasferimento non solo per il livello della squadra ma anche perché "mi piace tanto Milano": firmerebbe un contratto di quattro anni triplicando gli emolumenti, salendo fino a 2 milioni netti stagione. 

perché lui

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La scelta è caduta su Solet proprio perché per caratteristiche tecniche e tattiche può sostituire Bisseck. È di piede destro, ha un fisico poderoso, è aggressivo, è bravo nella proposta di gioco e ha la stessa età. Non un clone ma un degno erede. Nell’Udinese ha spesso giocato come centrale sinistro ma con Chivu non avrebbe difficoltà a occupare gli altri ruoli della difesa, come faceva a Salisburgo. Curiosamente ha segnato il primo gol in Serie A proprio a San Siro contro l’Inter, a poche settimane dal battesimo italiano. Francese di nascita, viene da una famiglia per metà centrafricana e per metà ivoriana. Conta però di conquistare prima o poi spazio nella nazionale oggi guidata da Deschamps: dopo aver frequentato le selezioni giovanili, non è mai stato chiamato dai grandi. Partecipando stabilmente alla Champions League attirerà l’attenzione anche in patria. 

l'altra idea

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Ha un vissuto simile Ndicka, che è nato a Parigi da padre camerunese e madre ivoriana. Solo che il difensore della Roma ha deciso di giocare per la Costa d’Avorio, con la quale ha già vinto una Coppa d’Africa. Parteciperà pure al Mondiale, pur essendo convalescente da un infortunio riportato con la Roma nell’ultimo derby. Ndicka sarebbe la rifinitura sul nuovo bunker di Chivu. Era stato considerato dall’Inter già un mese fa, quando sembrava vicino l’addio di Alessandro Bastoni. Ma resta nel mirino come possibile sostituto numerico di Bisseck, sfoggiando nelle credenziali la duplice funzione: può fare il centrale tra i centrali, come gli è successo con Juric prima e Gasperini poi, oppure spostarsi a sinistra sfruttando il piede forte nelle occasioni in cui manca Bastoni (l’azzurro non aveva un vero sostituto in rosa, tanto che Chivu ha spesso adattato nella posizione Carlos Augusto). Naturalmente però molto dipenderà dalle richieste della Roma, che ha bisogno di produrre plusvalenze a raffica entro il 30 giugno e sta cercando di strappare condizioni convenienti per i giocatori più sacrificabili: l’altro è Koné, pure cercato a più riprese dall’Inter, valutato 50 milioni di euro. Per avere Ndicka potrebbero bastarne 30, che sarebbero salutari per il bilancio del club: esattamente come Solet per l’Udinese, Evan è costato zero alla Roma che lo prese tre anni fa alla fine del contratto con l’Eintracht Francoforte. Oggi, tra i mancini, è in vantaggio nelle preferenze dell’Inter rispetto al bosniaco Muharemovic, che il Sassuolo non cede per meno di 25 milioni dopo un solo anno di Serie A. Non è ancora sparito dai tablet di Ausilio e del fido vice Baccin, che lo giudicano idoneo, ma la sua icona viene cliccata meno spesso da quando è spuntata la possibilità di arrivare a Ndicka. 

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