L'Inter accelera per Spence: pronta offerta al top per l'esterno

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L'inglese super al Mondiale e il Tottenham chiede 35 milioni. Ma ora il club è pronto a spendere più del previsto

Filippo Conticello

Giornalista

17 luglio - 09:27 - MILANO

Prima di raccattare i pezzi di cuore spezzato sul campo di Atlanta, mentre gli argentini erano in estasi mistica tra orgoglio patriottico e idolatria di Messi, Djed Spence ha fatto capire come mai l’Inter abbia deciso di puntare con questa decisione sulle sue treccine: l’esterno che tanto piace ai nerazzurri ha giocato una semifinale di Coppa del Mondo con fierezza inglese, se n’è accorto l’intero pianeta nonostante la sconfitta sia già storia. Il recupero disperato su Giuliano Simeone resta, comunque, l’immagine migliore del suo match: mentre diventava virale la clip dell’intervento in scivolata, i dirigenti di viale della Liberazione non erano poi così felici del clamore mondiale attorno a Spence. Naturale temere un rialzo immediato sul prezzo, già alto di suo, pericolo sempre presente per chi finisce sul palcoscenico globale. Senza contare il rischio che nuovi danarosi acquirenti finiscano per bussare nel Nord di Londra, a casa del Tottenham. L’effetto sui costi dell’operazione di mercato andrà, comunque, verificato in un vertice tra club, ma di certo i nerazzurri hanno già cambiato l’ordine di grandezza rispetto a qualche giorno fa: sanno che per avere finalmente il laterale bramato, sarà necessario uno sforzo economico maggiore del previsto. In fondo, sono disposti a farlo, anche in tempi piuttosto rapidi. Non significa che sarà una trattativa in discesa, che sia l’unica strada battuta o che addirittura ci si trovi già in una fase avanzata delle chiacchiere, ma i nerazzurri sono finalmente pronti a sganciare il piede dal freno. Anzi, proprio la disposizione iniziale dei nerazzurri dimostrerebbe la voglia di arruolare l’inglese: dopo i tanti problemi delle ultime settimane nel trovare un esterno che piaccia davvero a Chivu e che sia disponibile sul mercato, ci si è davvero fermati alla stazione Spence. Non la sola, ma di certo la preferita.

la strategia

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Alzare l’asticella dell’investimento significa alzare anche l’asticella dell’ambizione: per come si sono messe le cose in un ruolo altamente strategico, non è certo cosa da poco. Il mercato è ancora lungo, Luis Henrique l’anno scorso piantò la bandiera della destra interista per quattro mesi, ma il buco da quel lato inizia a essere pesante: quando Dumfries è riuscito a ottenere lo sperato upgrade di carriera finendo nel nuovo Real Madrid da battaglia di Mou, i nerazzurri avevano fatto all-in su Palestra, e come sia finita è cosa nota. Il piano B Anan Khalaili era stato messo a punto fin nei dettagli, ma è saltato a causa di una risonanza magnetica al cuore che ha cambiato la carriera, e probabilmente la vita, dell’arabo-israeliano. Per l’esterno dell’Union Saint-Gilloise l’Inter aveva messo nero su bianco 25 milioni di investimento più tre di bonus, ma quel cancello non basta più: da quando hanno mosso il loro interesse verso gli Spurs, bottega storicamente carissima, il presidente Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio sono consapevoli che bisognerà spendere di più, dieci milioni circa o magari oltre, perché il club londinese chiederà almeno 35 milioni. Significa avvicinarsi a un investimento in stile Palestra, surfando tra i paletti di Oaktree: nulla vieta che questo possa succedere, anche perché su Spence c’è il placet di Chivu, ingolosito dall’idea di schierarlo sulle due fasce. Prima di salire su un aereo per la Germania ieri, il romeno lo ha ribadito in una piccola riunione di rito con i dirigenti.

l'assalto

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Nonostante la fretta, non si potrà entrare nel vivo dell’operazione prima della prossima settimana, a Mondiale concluso: per l’inglese c’è un terzo posto di nobiltà da conquistare. Da parte di Djed, c’è apertura massima all’Inter, ma bisognerà discutere per davvero con l’ostico Tottenham. Anche per questo, non verranno abbandonate le altre possibili alternative: nella stessa semifinale mondiale di mercoledì, Nahuel Molina ha dimenticato Gordon alle spalle nell’azione dell’1-0, ma l’argentino rimane nella lista. Se il costoso Guela Doué dello Strasburgo è considerato dai dirigenti un po’ troppo difensivo, in Vanderson del Monaco c’è chi vede dei tratti (lontani) dell’Hakimi che fu.

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