L'inchiesta di Report: 'Meta interferì nelle elezioni del 2022 con la raccolta dati'

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   Nell'agosto 2022, a poche settimane dalle elezioni politiche in Italia, il colosso americano Meta "raccoglieva e trattava dati degli utenti italiani legati alle interazioni con contenuti elettorali". Una volta venuta a galla la vicenda, membri del Garante della Privacy "si adoperarono per sventare una mega-multa che avrebbe anche portato alla luce un sistema surrettizio di influenza sul voto". È quanto si legge su Il Fatto Quotidiano, che anticipa i contenuti della nuova inchiesta di Report in onda stasera.

    Secondo l'inchiesta, "oltre 6 milioni e mezzo di utenti vengono coinvolti vengono coinvolti, attraverso la funzione EDI (Election Day Information) su Facebook e Instagram, e i loro dati vengono raccolti, conservati e aggregati". Di fronte a questa attività, il dipartimento tecnico del Garante chiede un blocco urgente, ma "i membri del collegio Guido Scorza e Agostino Ghiglia frenano, chiedendo di attendere le autorità europee". A metà 2023 - prosegue il quotidiano - si ripropone il problema con le elezioni regionali e i tecnici riescono a far emanare un provvedimento d'urgenza che impedisce a Meta di condividere i dati con terzi. E propongono una multa da 75 milioni, ma, nonostante la multa venga abbassata a 25 milioni, sia Scorza che Ghiglia votano contro il provvedimento.

    Nel 2021 - spiega ancora Il Fatto - "Meta aveva introdotto un filtro per limitare la visibilità dei contenuti politici, dichiarando di averlo rimosso per tutti nel 2025. Un'analisi condotta da un gruppo interno di tecnici del Pd smentisce però questa versione: il filtro sembrerebbe essere stato disattivato in gran segreto già nel novembre 2024, in coincidenza con la vittoria di Donald Trump negli Usa. I grafici mostrati a Report
evidenziano che la rimozione ha favorito esclusivamente le posizioni della destra antieuropeista".

    Meta - rende noto l'articolo - nega formalmente ogni accusa, sostenendo di non raccogliere dati politici e di non aver operato rimozioni asimmetriche.

Pd e M5s chiedono risposte

"L'inchiesta di Report sul caso EDI e i dati sui 7 milioni di elettori italiani, insieme a quelli che abbiamo e che mostrano l'exploit di partiti e personaggi più antieuropeisti in coincidenza con l'elezione di Donald Trump e durante fasi elettorali, dice una cosa molto seria: su questi meccanismi va fatta piena luce". Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.

"Non è un tema tecnico per addetti ai lavori. Qui c'è di mezzo la tenuta democratica. Già nei mesi scorsi una ricerca dell'Università di Urbino aveva evidenziato come tra il 2022 e il 2024 gli algoritmi di Meta avessero compresso la visibilità della politica istituzionale, mentre cresceva la propaganda estremista, antieuropeista e filorussa". "Per questo serve trasparenza vera. Alla Camera, in Commissione Trasporti, si sta discutendo di come regolare gli algoritmi. Il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge a mia prima firma su questo, chiedo alla maggioranza di discuterne insieme e approvare velocemente un testo che permetta di non falsare le regole. Perché il gioco deve essere pulito per tutti. E quando la sfera pubblica viene piegata da algoritmi opachi, il problema non riguarda una parte: riguarda la democrazia".

"E' semplicemente sconcertante. Siamo davanti a un sistema che, se confermato, mette in discussione il funzionamento stesso della democrazia. Cosa ha da dire la società di Zuckerberg davanti alle evidenze di dati raccolti, conservati e aggregati per costruire profili politici dettagliati di milioni di cittadini europei, utilizzati per influenzare il voto?", afferma la senatrice M5S Barbara Floridia, presidente della commissione di vigilanza Rai.

"Meta, secondo quanto riportato, avrebbe consentito (se non favorito) la circolazione e l'utilizzo di questi dati - prosegue -. Torna lo spettro Cambridge Analytica, ma qui siamo davanti a qualcosa che sembra persino più strutturato e meno occasionale. Non è accettabile che una piattaforma privata possa incidere così profondamente sui processi democratici senza un controllo pubblico trasparente. Non è accettabile che milioni di cittadini possano essere oggetto di manipolazione senza saperlo". "Chiederemo che il Parlamento si occupi immediatamente di questa vicenda, a partire dalla Commissione di inchiesta sulle fake news che si sta insediando al Senato - sottolinea ancora -. È necessario che vengano convocati i vertici americani di Meta a riferire. Qui è in gioco la libertà del voto e la trasparenza dell'informazione. Le ingerenze sulla sovranità democratica italiana devono essere respinte da ovunque arrivino, su questo mi auguro non ci siano divisioni e scontri idrologici tra i partiti".

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