L'intelligenza artificiale si
conferma come forza trasformativa, ma la sfida per le imprese
non è solo tecnologica, bensì organizzativa. È questo il
messaggio centrale emerso al Sap Executive Summit 2026 di
Cernobbio, con Carla Masperi, amministratore delegato di Sap
Italia, protagonista degli interventi.
"Non chiediamoci cosa può fare l'AI per me, ma come preparare
l'organizzazione affinché sia efficace", ha spiegato Masperi,
sottolineando l'importanza di architetture adeguate, modelli
organizzativi e governance solide. L'intelligenza artificiale
agentica deve diventare un abilitatore di crescita, non solo uno
strumento di efficientamento, permettendo di ripensare processi,
ruoli e competenze.
In questo scenario, il vero nodo non è tecnologico, ma
culturale e organizzativo. Masperi ha insistito sull'urgenza di
un approccio pragmatico, capace di collegare in tempi rapidi le
potenzialità ai risultati concreti. Un approccio che deve essere
"rapido e semplice, scalabile e sostenibile nel tempo", evitando
che l'Ia resti solo sperimentazione senza impatto reale.
Masperi ha evidenziato l'urgenza di un approccio pragmatico:
rapido, scalabile e sostenibile, capace di trasformare
potenzialità in risultati concreti. I dati confermano le
difficoltà: il 34% dei manager non ha fiducia nell'integrazione
dei dati, il 30% segnala problemi di disponibilità, mentre il
27% fatica a superare i silos organizzativi.
Secondo una ricerca del Mit, solo il 5% dei progetti pilota
di intelligenza artificiale raggiunge evoluzione efficace,
mentre il restante 95% si perde. Il nodo, ha concluso Masperi,
non è l'algoritmo, ma la "maturità dei dati e la capacità di
integrare l'intelligenza artificiale nel tessuto organizzativo".
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2 ore fa
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