L'Arsenal punta Esposito, ma l'Inter alza il muro: Pio è il futuro, nessuna chance di trattativa

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Arteta ha chiesto al ds dei Gunners, il bresciano Andrea Berta, di informarsi con la società nerazzurra: puntuale è squillato il telefono di Ausilio che ha risposto picche chiaramente

Roberto Maida

Giornalista

3 marzo - 00:56 - MILANO

Certe intuizioni assomigliano a lampi. Meglio, sono colpi di fulmine che squarciano la razionalità. Questo innamoramento scatta il 20 gennaio, quando Cristian Chivu chiede al discepolo più vicino e fedele di alzarsi dalla panchina per provare a destabilizzare la squadra più forte del momento, cioè l’Arsenal. Pio Esposito esegue il compito con la consueta verve. Riempie l’area di rigore, sfida a duello i difensori avversari, gira palloni verso la porta. E così affascina e insieme spaventa Arteta, allenatore molto sensibile al talento dei giovani, che immediatamente chiede a Gabriel Magalhaes di entrare per contrastare l’ultimo arrivato. L’Inter non riesce a pareggiare, anzi incassa l’1-3 da Gyokeres che preclude ogni velleità di rimonta. Ma Pio resta negli occhi e nei pensieri dei vincitori, ispirando prima la tentazione e poi il tentativo: perché non portare another italian a Londra Nord dopo la fortunata operazione Calafiori con il Bologna?

contatti

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Arteta ne parla subito ad Andrea Berta, direttore sportivo bresciano da poco sbarcato in Inghilterra dall’Atletico Madrid, mentre i forum di tifosi dell’Arsenal accendono il dibattito sull’attaccante della nazionale italiana. E Berta, che già aveva pregustato il colpo, contatta in fretta il collega Ausilio per saperne di più. Quanto costa Esposito? Ma soprattutto, Esposito è in vendita? L’Inter risponde senza nemmeno pensarci, accorpando la risposta in una sintesi inappellabile: Pio è il nostro futuro, ha ancora quattro anni di contratto e non è sul mercato, per nessuna cifra. Ma grazie dell’interessamento, eh.

pilastro

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Fine del discorso. Nessuna chance di trattativa. In effetti oggi, nonostante le lusinghe della Premier League, suonerebbe molto strana un’Inter senza Esposito, che sta guadagnando spazio e continuità con l’obiettivo di meritarsi anche la vetrina mondiale con la maglia azzurra. Da qualche settimana, complice l’infortunio di Lautaro, è diventato un titolare aggiunto, tanto più che il compagno di reparto Thuram sta soffrendo la concorrenza. E adesso che si è fermato per un lieve guaio muscolare anche Bonny, tocca a lui assumersi la responsabilità di trascinare l’Inter: stasera a Como in Coppa Italia, domenica nel derby. In una settimana forse decisiva per gli sviluppi della stagione, il più piccolo della compagnia è la risorsa rinnovabile e insostituibile utile a garantire il benessere collettivo.

progetti

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L’Inter è stata scaltra a capire che Pio sarebbe diventato un patrimonio da tutelare già alla fine dello scorso campionato di Serie B, quando il nostro aveva sfiorato la promozione con lo Spezia segnando 19 gol. E così, prima di partire per il Mondiale per club, Marotta e Ausilio hanno convocato in sede il procuratore per blindarlo con uno stipendio da circa 1 milione netto a stagione fino al 2030, non pochi soldi per un novizio della Serie A. È evidente che questo accordo dovrà essere discusso, se le offerte si moltiplicheranno per quantità e ricchezza, perché gli ingaggi dei calciatori vengono parametrati al valore di mercato. Pio avrà così un riconoscimento, forse già a fine stagione, per non guardare con angoscia alle occasioni alternative. Il suo legame con il club, che non ha voluto cederlo in prestito l’estate scorsa proprio su input del mentore Chivu, dev’essere più forte di ogni altro richiamo.

sprint

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Intanto però è tempo di dedicarsi all’attualità: Esposito ha finora segnato 7 gol e punta più o meno dichiaratamente alla doppia cifra per chiudere in bellezza la sua prima annata vera da attaccante dell’Inter. Ha avuto la pazienza di aspettare, di valorizzare ogni minuto passato in campo e adesso scopre il piacere di essere indispensabile, grazie anche a un corpo che non avverte la fatica, neppure a livello neuromuscolare: da un punto di vista atletico, potrebbe giocare sempre, ogni tre giorni o anche due. Ma non approfitterà del miglioramento di status per adagiarsi sui benefici della notorietà: ha compreso, ben consigliato dalla famiglia e dal punto di riferimento Lautaro, di essere solo all’inizio di un percorso che può rivelarsi magnifico.

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