Il bomber della Fiorentina avrà il compito di trascinare i suoi a suon di reti per lo sprint salvezza. Ai nerazzurri, un anno fa, fece doppietta al Franchi
Il gol è una questione di famiglia. Ieri Moise Kean ha celebrato via social quello del nipote Alan, esterno dell’Acireale, e oggi spera di festeggiare con il solito balletto il terzo della sua carriera all’Inter, dopo la doppietta della scorsa stagione al Franchi. Il sole è tornato a splendere dopo la burrasca di Sosnowiec al momento della sostituzione: l’attaccante e Paolo Vanoli si sono parlati e la questione è stata archiviata in fretta, senza bisogno di tornarci troppo su. Moise ha voglia e bisogno di giocare, perché è rimasto fermo più a lungo del previsto a causa di una botta alla tibia e perché correre per il campo e infilarsi dentro l’area di rigore alla ricerca dell’attimo fuggente è l’unico modo che conosce per rigenerarsi. La settimana che l’attende sarà particolarmente impegnativa, inizierà con la sfida ai nerazzurri primi della classe e si concluderà con la semifinale contro l’Irlanda del Nord, gara cruciale per continuare a sognare il Mondiale. Quando arriva una big il Franchi si mette l’abito della festa e la Viola si diverte a fare la guastafeste: pareggio con Juventus, Milan e Bologna in casa, stasera tocca all’Inter orfana di Bastoni e Lautaro.
staffetta
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Un anno fa finì 3-0 per la Viola con Kean in versione one man show: rete di testa e bis di destro con il pubblico in estatica contemplazione del suo numero 20. Difficile trovare delle similitudini se non che i nerazzurri erano sempre in corsa per lo scudetto, ma secondi dietro al Napoli, mentre la Fiorentina puntava a un posto in Europa (la gara fu sospesa a dicembre per il malore di Bove e ripresa a febbraio). Ora invece la squadra di Vanoli cerca punti per blindare la salvezza, dopo la doppia iniezione di autostima tra il successo di Cremona e quello in Conference contro il Rakow. Kean ha saltato la prima e giocato titolare la seconda ma l’appuntamento con il gol, che manca da oltre un mese, è stato ancora rimandato. Due partite in cui l’alter ego di Moise, Roberto Piccoli, è stato decisivo, portando a 8 il suo bottino di centri stagionali (uno col Cagliari e 7 con la Fiorentina), solo uno in meno del centravanti azzurro. Staffetta che si ripeterà questa sera, con l’ex juventino favorito per partire ancora dall’inizio, come in terra polacca, e con l’obiettivo di restarci un po’ di più dopo aver messo altra benzina nelle gambe.
ultimo sforzo
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Dopo la partita Kean da Firenze si sposterà a Coverciano per unirsi ai compagni d’azzurro: dopo i guai fisici di Gianluca Scamacca per il ct Rino Gattuso sarà ancora più importante avere Moise in buona condizione. Prima però c’è la Fiorentina, che arriva sullo slancio delle tre vittorie di fila tra campionato e coppa ma non può ancora sentirsi al sicuro, soprattutto dopo la vittoria a Parma della Cremonese, adesso a -1. La squadra è in salute, anche se nell’ultima settimana ha speso tanto a causa del doppio impegno, e Vanoli s'affiderà ai fedelissimi. Alcuni (come De Gea, Gudmundsson, Mandragora, Brescianini e Pongracic) hanno rifiatato in Conference, giocando poco e niente nel ritorno degli ottavi, altri (da Fagioli a Parisi fino a Dodo e Ranieri) dovranno spingersi fino alla terza fatica in 7 giorni.
fortino franchi
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Kean al Franchi si sente a suo agio come quando da bambino giocava nel giardino di casa, lo dimostrano le 20 reti realizzate in 28 gare interne di Serie A, con la media di un gol ogni 116 minuti, e la Fiorentina non perde in casa in campionato dal 24 gennaio (sconfitta per 2-1 contro il Cagliari). La classifica dell’anno solare dice 19 punti su 28 conquistati nel 2026, solo 6 squadre, tra cui l’Inter (32) hanno fatto meglio. I nerazzurri sono l’ultimo scoglio prima della sosta.




