Da più di un mese la squadra non segna due gol. L’allenatore va verso la conferma dell’attacco. Thuram ancora a parte, il derby è a rischio
Si vince e si perde tutti insieme, certo, è la base degli sport di squadra. Però quando l’imperativo dell’ultima partita della stagione è soltanto vincere, serve pestare il piede sull’acceleratore e andare il più forte possibile: servono i cavalli nel motore, l’accelerazione bruciante, l’atteggiamento sfacciato di chi deve lasciarsi dietro l’avversario di giornata. Nel derby in casa del Torino sarà questo il filo conduttore della partita della Juventus, perché altrimenti il rischio è che il cronometro corra più veloce delle gambe dei bianconeri. Che, lì davanti, saranno ancora le stesse sei: due di Francisco Conceiçao a destra, due di Kenan Yildiz a sinistra e due al centro di Dusan Vlahovic.
Quanto basta
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Ma come, gli stessi ingredienti per avere un piatto diverso? Sì, perché è la ricetta quella che deve cambiare. I tre attaccanti saranno gli stessi della partita contro il Lecce - vinta - e di quella contro la Fiorentina - persa -, perché a oggi sono loro i più affidabili del reparto offensivo, nonostante il serbo si sia ripreso da poco dall’ultimo infortunio e nonostante il turco sia sempre alle prese con un’infiammazione al ginocchio che ne limita la brillantezza fisica. Chico invece sta benone, lui sì. E pensare che nonostante i ben noti problemi di efficacia dei centravanti, la Juventus (59 gol) si avvicina all’ultima giornata di Serie A con il terzo attacco del campionato, dietro a Inter (86) e Como (61). Di fatto, tutta la squadra ha colmato le lacune delle punte e a tutta la squadra saranno chiesti i gol, ma è logico che lì davanti i palloni caldi transiteranno sui piedi degli interpreti del tridente di Spalletti. Quindi, una volta per tutte: nessuna pietà.
Col contagocce
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Nessuna pietà perché, anche se sembra scontato e nonostante quel podio nelle squadre più prolifiche d’Italia, da oltre un mese la Signora non riesce a segnare più di un gol a partita: dopo la vittoria della Juventus per 2-0 sul Bologna sono infatti arrivati i due pareggi contro Milan (0-0) e Verona (1-1), seguiti dal successo di misura in casa del Lecce e dalla sconfitta dell’Allianz Stadium contro la Fiorentina senza segnare alcuna rete. È vero, la maledizione dei bianconeri racconta anche di ben quattro gol annullati negli ultimi due match con altrettante esultanze stroncate o ricacciate in gola, ma Spalletti - come tutti in casa juventina - sanno che gli alibi non servono a nulla: è invece necessario mettere pressione a Roma, Milan e Como. Nel caso la sfortuna presentasse un nuovo check Var, si dovrà segnare immediatamente un’altra rete.
Tutti importanti
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Spalletti parla sempre di 16 titolare e non 11: da questo punto di vista sono allertati soprattutto Edon Zhegrova e Jérémie Boga, sistematicamente inseriti a gara in corso e protagonisti di palle gol importanti nelle ultime uscite. Rimpianti e rammarichi vanno evitati assolutamente, quindi il diktat è chiaro: per una volta, tutti prontissimi. Passando al centrocampo, invece, il più giovane dei fratelli Thuram ha passato ancora un giorno di lavoro lontano dal resto della compagnia. L’edema osseo non concede tregua, così il derby di domenica sera si allontana per il centrocampista francese alle prese con un recupero più lento del previsto e che lo ha condizionato anche in chiave Mondiale dove non andrà.


