Il portoghese è raggiungibile solo qualificandosi. Senza pass, almeno una cessione per colmare il buco
Dando ascolto agli slogan e alle frasi stereotipate, ai piani della classifica che ormai la Juventus frequenta da qualche anno – la cosiddetta “zona Europa” – ogni stagione è disseminata di jolly, di bivi, di trappole, di partite da non sottovalutare, di finali. Ecco, a sette giornate dal termine della contesa non c’è bisogno di attingere alle metafore perché ormai è lapalissiano che la posta in palio sia altissima ogni volta che la Signora scende in campo, figurarsi se il trittico di partite all’orizzonte sia contro Atalanta, Bologna e Milan. L’occhio dei tifosi, ma ancor più quello del club e di Luciano Spalletti, va però oltre il futuro a brevissimo termine perché il vero sbarramento alle ambizioni future risiede nel maledetto quarto posto che vale la qualificazione alla prossima Champions League. Se entri, puoi sedurre talenti e campioni svelando loro i progetti per tornare ai vertici del calcio nazionale e internazionale, se resti fuori ti trovi costretto a rinunciare ad alcuni obiettivi ridisegnando la narrativa per gli altri profili nel mirino e – soprattutto – devi addirittura rimpinguare il budget sacrificando un titolare per coprire il “buco” dei premi Uefa mancanti. Il giorno e la notte, insomma.
i sacrificabili
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Se in casa bianconera la dirigenza si trovasse a maggio alle prese con una volata europea poco felice, innanzitutto dovrebbe vagliare la propria formazione titolare per capire chi potrebbe essere il calciatore meno complesso da sostituire e, soprattutto, quale il più adatto a una vitale plusvalenza. Per esempio, un forte candidato al doloroso sacrificio sull’altare della sostenibilità economica sarebbe Khephren Thuram, perché nell’estate del 2024 arrivò a Torino dal Nizza per soli 20 milioni di euro e perché oggi potrebbe fruttarne circa il doppio a fronte di un risotto peso a bilancio. Un discorso simile può essere intavolato anche per l’altro francese Pierre Kalulu, diventato juventino poche settimane dopo al connazionale con un prestito dal Milan (3,3 milioni di euro) e riscattato poi nell’estate del 2025 per 14 milioni: la sua stagione da stacanovista di qualità ha attirato diversi sguardi interessati dalla Premier League, anche in questo caso lasciando il profumo di plusvalenza alla Continassa. Infine Gleison Bremer, felice alla Juventus e grato della vicinanza del club e dei tifosi durante le lunghe settimane fuori dai giochi, ma probabilmente vicino all’ultima estate in cui la Signora potrebbe monetizzare da un’eventuale cessione: se la dirigenza lo convocasse per spiegargli la necessità di rinunciare a lui per dissetare le casse societarie in tempo di siccità economica, lui capirebbe e comincerebbe a valutare le offerte in arrivo, al di là della clausola rescissoria attiva nella prima parte della sessione estiva di calciomercato.
gli obiettivi
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Il fronte delle operazioni in entrata è comprensibilmente molto più mutevole rispetto a quanto delineato per le uscite, perché i dialoghi e i sondaggi con i potenziali rinforzi e i club di appartenenza prenderanno vita o proseguiranno – se già avviati – anche mentre la Juventus, in campo, lotterà per il quarto posto. Si può prendere d’esempio il portiere Alisson Becker del Liverpool, che inizialmente aveva aperto a una nuova squadra a patto che questa partecipasse alla Champions League, mentre nei giorni scorsi è arrivato il primo “sì” alla Juventus a prescindere dal pass per la competizione più bella di tutte. Non varrà lo stesso per tutti, per esempio per Bernardo Silva del Manchester City che è tentato soprattutto dal Barcellona (sullo sfondo la Mls statunitense) e che tenderebbe a escludere il bianconero dal suo futuro nel caso di estromissione dalla Champions League. Scenari simili anche per Robert Lewandowski del Barcellona e Leon Goretzka, proprio per la ricca concorrenza (Milan in primis). Un altro fronte complicato senza i ricchi premi Uefa conseguenti al quarto posto sarebbero gli obiettivi legati a consistenti esborsi come Mason Greenwood del Marsiglia e Randal Kolo Muani del Tottenham Hotspur. Ecco, in caso di volata fallimentare, il ritorno dell’attaccante di proprietà del Paris Saint-Germain resterebbe praticabile solo in caso di scambio con Jonathan David, che grossomodo pareggerebbe il costo del cartellino.




