Juve, l'anello debole è in mezzo: Douglas Luiz ha passi da bradipo, Koop merita una chance. Ma con Kessie...

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 Luciano Spalletti, Douglas Luiz of Juventus during a training session on August 7, 2026 in Perth, Australia. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

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Spalletti ha una rosa più forte, solida in difesa e con tanta qualità davanti specie se arrivasse Zirkzee. A centrocampo invece è distante anni luce dall'Inter, il brasiliano ha idee giuste ma la sua lentezza è un problema

Sebastiano Vernazza

Giornalista

21 agosto - 09:31 - MILANO

Inter, Inter, fortissimamente Inter. È stato detto e ridetto, scritto e riscritto, l’Inter è per distacco la favorita per lo scudetto, tanto che a mo' di provocazione chiediamo: che cosa lo giochiamo a fare questo campionato? Lo giochiamo perché non si può mai sapere e perché qualcosa si muove. Prendiamo la Juve, alle prese con l’ennesima rivoluzione degli ultimi sette anni. Dal 2019, data di chiusura della prima era Allegri, sono stati scritturati sei allenatori: Sarri, Pirlo, l’Allegri bis, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti (abbiamo escluso i tecnici pro tempore, come Montero e Brambilla). Tanta frammentazione impone prudenza massima. A fine ottobre, Luciano Spalletti festeggerà un anno di Juventus e nessuno gli chiede di vincere lo scudetto, gli obiettivi stagionali sono il rientro in Champions e l’Europa League. Il mercato è stato (è) movimentato, faticoso, tormentato, appesantito dagli esuberi di lusso. Qualcuno è stato "smaltito", per esempio Openda, smistato al Lione e subito in gol nei playoff di Champions, e Arthur, di cui avevamo perso la memoria e il cui contratto sta per essere risolto.

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