Openda, David, Zhegrova e Joao Mario, per motivi diversi, hanno fortemente deluso e si sta già cercando loro una sistemazione. L'ad francese non può sbagliare per confermare la fiducia accordatagli da John Elkann
Erase and rewind. Cancella e riavvolgi. Se per la Juve non sarà un anno zero dal punto di vista tecnico e dirigenziale, come accaduto nelle passate stagioni, di certo lo sarà quasi sotto il profilo del mercato. Dieci mesi dopo, i quattro acquisti dell'estate 2025 sono tutti già in vendita. Un fallimento da cancellare e riscattare in fretta per l'ad Damien Comolli, per confermare la fiducia accordatagli da John Elkann e per provare a costruire quella squadra da scudetto che è nelle intenzioni di proprietà e allenatore. Con un precedente benaugurante: anche Marotta e Paratici, artefici del ciclo dei nove scudetti consecutivi, ripartirono dopo un mercato deludente e un settimo posto in campionato.
openda, zhegrova e joao mario: tre problemi per la juve
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Certo, per l'ad francese non saranno operazioni facili. Il compito più arduo sarà quello di limitare i danni con Lois Openda: il belga, dopo una stagione da appena 2 reti segnate, figlia pure di un difficile ambientamento e di caratteristiche tecniche rivelatesi inadatte allo stile di gioco di Tudor e Spalletti, sarà a bilancio per quasi 37 milioni e, con un ingaggio da 4 milioni di euro netti all'anno, difficilmente troverà qualche club disposto a scommettere su di lui a titolo definitivo. Anche perché non avrà neanche la vetrina dei Mondiali per poter rilanciare le sue prestazioni. Per lui, si prospetta una partenza in prestito (si sono fatti avanti il Coventry e alcuni club di Bundesliga), nella speranza che in un altro ambiente possa tornare quell'attaccante capace di entrare nella top 10 dei migliori marcatori nati dal 2000 in avanti. Discorso e destino simile, ma con cifre ben diverse, potrebbe essere quello di Edon Zhegrova e Joao Mario. Il kosovaro paga soprattutto lo scarso impiego (poco più di 500 minuti complessivi in campo senza gol né assist) e una condizione fisica tutta da ricostruire, mentre il portoghese caratteristiche che mal si conciliano con il gioco di Spalletti. Entrambi, però, hanno una valutazione a bilancio (rispettivamente 12 e poco meno di 10 milioni) che rende difficile la loro cessione a titolo definitivo: ecco perché un prestito "rivalutativo" potrebbe essere la miglior soluzione percorribile.
juve, david e quella plusvalenza sicura
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Più semplice, nonostante lo stipendio da 6 milioni di euro netti all'anno, è certamente la situazione di Jonathan David. Vero, la stagione dell'ex bomber del Lilla non ha rispettato le attese (8 gol e 5 assist in 46 presenze), ma il fatto di essere arrivato a parametro zero permetterà alla Juve di realizzare una plusvalenza qualunque dovesse essere la cifra della cessione. I bianconeri lo valutano 25 milioni e, dal Psg che valuta lo scambio con Kolo Muani a Newcastle e Crystal Palace, le pretendenti non mancano. A maggior ragione se dovesse rilanciarsi nella comfort zone della sua nazionale durante il Mondiale casalingo. Cancellare sé stesso per ripartire: la missione di Comolli è iniziata.

