
Riccardo Pratesi
3 aprile - 18:10 - MILANO
Nonostante i 61 punti del serbo, Denver ha perso. Sbagliata la gestione del roster. Ecco tutti i casi della stagione
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Quanti errori in Nba
Com’è possibile? Abbiamo ancora negli occhi la prestazione epocale di Nikola Jokic da 61 punti, 10 rimbalzi e 10 assist contro Minnesota. Eppure i suoi Nuggets hanno perso. I Wolves hanno avuto il merito di non essersi mai arresi al centro serbo in serata d’ispirazione da Michelangelo dei canestri, però Denver ci ha messo tanto del suo. Jokic è sembrato giocare con di fianco compagni inadeguati, tra miracolati, pensionabili e incompiuti. Com’è possibile che una franchigia sprechi gli anni migliori di un fenomeno generazionale per colpa di un organico allestito senza le auspicabili competenze specifiche e privo di una logica salariale? Denver è terza a Ovest grazie alle prestazioni di Jokic, Mvp in carica, in lotta con Shai Gilgeous-Alexander, guardia dei Thunder, per il bis stagionale. Senza il serbo però avrebbe verosimilmente il record di Utah Jazz e Washington Wizards, le peggiori squadre Nba. E si torna al punto di partenza: com’è possibile? In teoria è incomprensibile, nella pratica i pasticci dei general manager si stanno moltiplicando questa stagione toccando vette tragicomiche. Mica solo a Denver, dove il colpevole dell’abominio tecnico si chiama Calvin Booth, ma in tutta l’America. A Memphis, Los Angeles e soprattutto a Dallas sono costretti a guardare in casa propria. Amaramente.
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