Jodar, Mensik, Fonseca: al Roland Garros si scatena la meglio gioventù

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Scopriamo chi sono i tre under 21 approdati ai quarti dello Slam parigino: non accadeva da 32 anni di avere tre tennisti così giovani tra i migliori otto del torneo

Luigi Ansaloni

Collaboratore

1 giugno - 16:21 - MILANO

I ragazzini terribili sono arrivati. Rafael Jodar, Jakub Mensik e Joao Fonseca: sono tre gli under 21 qualificati ai quarti di finale del Roland Garros. Nello Slam parigino non accadeva da ben 32 anni di avere tre tennisti così giovani tra i migliori otto del torneo. Era il 1994 e ai quarti arrivarono Hendrik Dreekmann, tedesco di 19 anni e 4 mesi, l’ucraino Andrei Medvedev (19 anni e 9 mesi) e lo spagnolo Alberto Berasategui (20 anni e 11 mesi), con quest’ultimo che poi arrivò fino alla finale, persa contro il campione in carica Sergi Bruguera. 

jodar, l'erede

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Del piccolo (mica tanto, è alto un metro e 91) fenomeno di Leganés ormai nemmeno ci si impressiona più. L’asteroide Jodar ha impattato fortissimo sul pianeta Atp. Il ragazzino terribile del circuito ha avuto un’ascesa incredibile in questo 2026. A 20 anni non ancora compiuti (è nato il 17 settembre 2006), è già top 30 e la sua crescita sembra non essersi fermata. Nel 2026, alla sua prima vera stagione nel circuito, ha vinto un titolo a Marrakesh, raggiunto i quarti di finale a Madrid portando Jannik Sinner al tie-break nel secondo set, con varie possibilità di trascinare il n. 1 al mondo al terzo, i quarti di finale a Roma e i quarti di finale al Roland Garros, dove sfiderà il favorito Alexander Zverev. E fino allo scorso anno non era nemmeno un professionista. Jodar non solo non è un giocatore qualsiasi, ma è soprattutto un ragazzo con una gran testa sulle spalle: l’esperienza all’University of Virginia College negli Usa gli ha aperto la mente, lo ha fatto crescere prima del tempo. Lontano da casa ha affinato il carattere e, forse anche per questo, la sua scalata è stata così repentina, passando in pochi mesi da numero 900 a 30 del mondo. 

TOPSHOT - Brazil's Joao Fonseca celebrates his victory over Norway's Casper Ruud during their men's singles match on day 8 of the French Open tennis tournament on Court Philippe-Chatrier at the Roland-Garros Complex in Paris on May 31, 2026. (Photo by Dimitar DILKOFF / AFP)

fonseca, il predestinato

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Per tutti era solo questione di tempo. Di Joao Fonseca da almeno un paio d’anni si dice che è lui il fenomeno del futuro, l’alternativa più credibile al dominio di Sinner e Alcaraz. Il brasiliano non ha nemmeno 20 anni ma ha già avuto, nella sua giovane carriera, degli alti e bassi. Il suo 2026 non era partito alla grande, come non era stata all’altezza la seconda parte del 2025. Problemi fisici, soprattutto alla schiena, lo hanno frenato, ma non c’è dubbio che il suo tennis sia devastante, se centrato. Di diritto ha pochi eguali al mondo, il rovescio sta diventando solido, così come il servizio. Anche a rete dimostra una manina niente male. I suoi primi quarti di finale in uno Slam, dopo aver battuto Novak Djokovic e Casper Ruud (non due qualsiasi), arrivano proprio al momento giusto per la consacrazione definitiva. 

Czech Republic's Jakub Mensik celebrates his victory over Andrey Rublev after their men's singles match on day 8 of the French Open tennis tournament on Court Suzanne-Lenglen at the Roland-Garros Complex in Paris on May 31, 2026. (Photo by Thomas SAMSON / AFP)

mensik, il talento puro

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Jakub Mensik è quello più “anziano” dei tre (classe 2005) ed è anche quello che, fino ad ora, ha ottenuto il risultato più eclatante: la vittoria di un 1000 a Miami lo scorso anno, battendo nientemeno che Novak Djokovic in finale. Per molti mesi il talento ceco è rimasto lì, tra tanti (troppi) guai fisici e un rendimento altalenante. Nel 2026 ha raggiunto gli ottavi in Australia, dove non ha potuto sfidare Djokovic per l’ennesimo infortunio (addominali), per poi fare il botto a Doha, dove ha inflitto una delle tre sconfitte stagionali a Jannik Sinner, battendolo ai quarti di finale. Ora c’è la terra di Parigi, dove non ci si aspettava potesse arrivare così lontano: è il secondo ceco in questo secolo a riuscirci dopo Tomas Berdych. Mensik è un giocatore che ha davvero tutto, tennisticamente parlando. Se si mette a posto fisicamente e lima qualche limite mentale, è come minimo un futuro top 5. Il gioco del ceco ha una naturalezza meravigliosa, come la scuola del suo Paese, dopotutto, insegna. Con i giusti consigli e una guida tecnica all’altezza, può davvero arrivare lontanissimo.

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