La Figc aveva già previsto un dono per gli azzurri in caso di vittoria con la Bosnia: per loro sarebbe stato più che altro simbolico, di certo era il più desiderato
Lo avrebbero voluto quel regalo. Non desideravano altro, perché avrebbe significato volare finalmente al Mondiale americano. E invece gli azzurri dovranno aspettare altri quattro anni prima di avere una nuova chance per tornare nella competizione calcistica più importante che ci sia. E avere il loro premio qualificazione. È chiaro che per giocatori che guadagnano milioni, quel regalo non avrebbe avuto un gran valore economico. Ma sarebbe stato speciale, sarebbe stato la più grande conquista.
il premio
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Di che cosa parliamo? La Figc, come sempre accade in queste circostanze, aveva stanziato come premio agli azzurri - che, ricordiamolo, per giocare in Nazionale non ricevono alcun compenso - 10 mila euro a testa. Servire il dono cash non sarebbe stato elegante né realmente apprezzato, visti i destinatari, così l'idea - come successo anche in passato - era quella di celebrare la qualificazione tanto attesa con un regalo, ad esempio un orologio. Se n'era parlato anche durante il lungo ritiro di questi playoff, più precisamente dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord a Bergamo, probabilmente sulla legittima onda di entusiasmo, ma nessuno degli azzurri ne aveva mai formalmente chiesto conto. Poi la Bosnia e l'addio ai sogni di tutto il Paese. Niente Mondiale e saluti al regalo più ambito.



