Primo confronto tra Malagò, Maldini e Leonardo. Conte e Mancini a lungo favoriti adesso inseguono. A inizio prossima settimana sarà noto il verdetto, il 23 luglio in Lega i vertici azzurri spiegheranno alle società di Serie A il progetto tecnico e le loro scelte
Una corsa con meno iscritti e, soprattutto, con le prime preferenze in campo: dopo l’inizio dei colloqui a tre - Malagò, Maldini, Leonardo - il profilo di Andrea Pirlo sembra rispondere più degli altri a ciò che hanno in testa il presidente della Figc, il direttore tecnico e numero uno del Club Italia e il suo “consigliere”. Il tempo del ct azzurro - lo sarà per il quadriennio fino al Mondiale 2030 - è arrivato perché entro l’inizio della prossima settimana sarà noto il verdetto: condiviso ci tiene a sottolineare Malagò, condiviso dentro un metodo mai visto prima. Il motivo? La scelta del commissario tecnico è sempre stata prerogativa del presidente federale, d’ora in avanti uscirà da una decisione dove la parte tecnica avrà un peso specifico ingombrante, forse il più ingombrante. Così si va avanti nel dialogo e nelle riflessioni a tre e si va avanti con il nome del già citato Pirlo non più sorpresa, ma serio candidato alla panchina della Nazionale. Malagò la chiama “short list...” e fa bene: al suo interno sono rimaste le figure di Antonio Conte e Roberto Mancini, ma anche quella di Pep Guardiola.
in fuga
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Conte è stato a lungo in fuga e lo è stato quando il sì di Maldini tardava a venire: in quelle ore, l’ex tecnico del Napoli, solo per rimanere all’ultima sua destinazione, rispondeva alla necessità di puntare su un ct capace di arrivare al traguardo in un niente: Conte sa come entrare nella testa dei suoi ragazzi e sa come trasmettergli i suoi comandamenti. Mancini ha quella visione che si avvicina ai pensieri di Maldini e Leonardo, ma ha anche una storia che lo mette davanti a se stesso e alle sue, giuste convinzioni: meglio, così, virare su un giovane, comunque vincente, ma giovane come allenatore. E Guardiola? Pep intriga, e non poco. Intriga a tal punto che non si è ancora esaurita la ricerca di quella compatibilità nei conti indispensabile per chiudere il cerchio: se si muove Guardiola, si muove un mondo compreso quello fatto di sponsor, ma per muoverlo serve pazienza ed equilibrio. Pirlo, allora? Pirlo piace proprio per quello che dicevamo prima: è stato un giocatore vincente ed è un tecnico ancora alla ricerca della vera felicità. Maldini e Leonardo hanno trasferito a Malagò le loro prime riflessioni, Malagò le ha recepite e, ora, si passa al secondo tempo della partita: la corsa a quattro è destinata a continuare attraverso contatti senza soluzione di continuità tra chi dovrà scegliere con la consapevolezza di non poter certo sbagliare.
ore decisive
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Malagò ha deciso di riscrivere il cerimoniale, il governo del nostro pallone ha apprezzato la mossa: il pallone, così, è finito tra le mani di Maldini e Leonardo. Giovedì prossimo, 23 luglio, il vertice del nuovo Club Italia sarà presente a Milano quando l’Assemblea di Lega ne ascolterà i programmi e il progetto: Maldini spiegherà la sua rivoluzione, Leonardo il suo ruolo da advisor. Giovedì prossimo, il direttore tecnico e il suo consigliere (sarà presente in Lega anche Malagò) racconteranno ai presidenti di Serie A anche come sono arrivati alla scelta del nuovo ct, per quel giorno già investito del difficile, ma intrigante compito. I club potrebbero giocare una sfida del tutto inedita perché sarà l’Assemblea a decidere se e come contribuire all’eventuale ingaggio del commissario tecnico in forme da trovare. Pirlo, Conte, Mancini e Guardiola: a loro la volata, l’ultima prima del verdetto. Pirlo si è guadagnato la prima fila perché il suo calcio piace a chi deve esprimere il parere tecnico ora che è il momento di imboccare una strada mai imboccata prima: Conte e Mancini rappresentano quelle certezze in più, Guardiola la sfida più profonda, ma l’architetto in campo del nostro trionfo Mondiale vent’anni ha un cammino davanti tutto a scoprire. Maldini e Leonardo non hanno timore di rischiare, e sanno di mettersi in gioco, soprattutto, sul nome del ct azzurro per il 2030. Malagò detta i tempi e si prepara all’annuncio: il consiglio della Figc ne prenderà atto senza diritto di voto. Conte, Mancini, Guardiola e Pirlo: sembrano loro i candidati a giocarsi le ultime curve prima del fischio finale. Laggiù c’è la panchina azzurra da toccare.


