ItalBasket, un rinforzo Nba? Ament, 13ª scelta al draft: "Tifo Juve e Pirlo, voglio giocare per gli azzurri"

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La nuova ala dei Milwaukee Bucks è nato in Virginia, ma ha la mamma ruandese adottata da una famiglia di Pisa e ha ricevuto il passaporto prima dei 18 anni: "Il mio agente ha da tempo rapporti con la Federazione, tra due anni ci sono le Olimpiadi..."

Simone Sandri

28 giugno - 16:16 - MILANO

I nuovi Bucks del post Giannis ripartono anche da Nate Ament. L’ex stella di Tennessee, selezionato da Milwaukee al draft con la tredicesima scelta, ha alle spalle una storia davvero particolare, con la mamma ruandese adottata da una coppia di Pisa a cresciuta in Italia. Ament, ala dalle grandi potenzialità che molto addetti ai lavori paragonano a Brandon Ingram (i più ottimisti vedono in lui alcune caratteristiche di Kevin Durant...), non solo possiede già il passaporto italiano ma avendolo ricevuto prima del suo diciottesimo compleanno viene considerato a livello cestistico italiano a tutti gli effetti e "non passaportato". Tecnicamente, quindi, potrebbe anche giocare in una Nazionale accanto per esempio a Donte DiVincenzo. Una prospettiva attraente per il basket azzurro, con la federazione che da diverso tempo è in contatto con l’entourage del cestista nato in Virginia. Nate, peraltro da buon italiano, è cresciuto con il calcio come prima passione. "È stato il mio primo sport - racconta alla Gazzetta -, e credo che sia stato anche importante per la mia cresciuta cestistica: ti permette di sviluppare qualità che poi si rivelano utilissime sul parquet. Il calcio è lo sport di squadra per eccellenza, secondo me il concetto di mettere la squadra davanti alle esigenze del singolo è una delle grandi lezioni che ti può insegnare".

Chi era il tuo idolo calcistico e la squadra per la quale tifavi?

"Senza dubbio Andrea Pirlo, adoravo il suo modo di giocare. Sono juventino e apprezzavo anche Paul Pogba".

Giocare per l'Italia? Mi stuzzica, il mio agente ha da tempo rapporti con la Federazione

Nate AmentCestista dei Milwaukee Bucks

Che significato ha l’Italia per te?

"Molto importante, ho diversi parenti in Italia e nel mio piccolo sono molto orgoglioso di poterla rappresentare. Mia mamma è cresciuta a Pisa poi ha incontrato mio padre in Ruanda e sono tornati per diverso tempo in Toscana, dove è nato mio fratello. Come dicevo ho tante persone a cui voglio bene in Italia, a partire da mia nonna 'Titi'. Lei è la numero uno in assoluto, una donna splendida e divertentissima".

Ti piacerebbe quindi giocare con la maglia dell’Italia?

"Senz’altro. Il mio agente ha da tempo rapporti con la Federazione, sicuramente è qualcosa che mi stuzzica e che valuteremo a fondo. Credo che anche per la mia crescita cestistica giocare a livello Fiba possa essere importante. Competere in una pallacanestro diversa dalla Nba ha un grande valore secondo me, così come il confronto con giocatori che militano in campionati europei".

Considerato il fatto che a livello cestistico non andresti ad occupare la casella del "passaportato", l’ipotesi di vederti in nazionale quanto può essere realistica quindi?

"A me piacerebbe, vediamo quello che succederà. C’è un evento affascinante come l’Olimpiade del 2028 da considerare. Ne stiamo parlando, vedremo…".

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