Iran, Trump minaccia di nuovo Teheran. E convoca i consiglieri della sicurezza

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Il presidente Usa sente Netanyahu. Su Truth: "Il tempo stringe, decidano velocemente o di loro non rimarrà nulla". Secondo la Cnn il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran

Donald Trump - (Afp) Donald Trump - (Afp)

18 maggio 2026 | 08.59

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Nuovo avvertimento del presidente Usa Donald Trump all'Iran. "Il tempo stringe", ha scritto su Truth a fronte dello stallo nei negoziati volti a porre fine al conflitto. "Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale", ha aggiunto.

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Le stesse parole Trump le ha dette poi parlando con Axios. Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare a un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, "subirà un colpo molto più duro". Trump ha poi detto di credere ancora che l'Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell'ultima presentata alcuni giorni fa.

Funzionari statunitensi citati da Axios sottolineano che il presidente americano desidera un accordo per porre fine alla guerra, ma ritiene che il rifiuto da parte di Teheran di molte delle sue richieste e la riluttanza iraniana a fare concessioni significative sul programma nucleare abbiano rimesso sul tavolo l'opzione militare. Secondo due funzionari statunitensi - si legge sul sito - Trump dovrebbe riunire domani il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari.

Ieri il presidente americano ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Iran e sabato ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere di Iran, secondo una fonte informata. Tra i presenti figuravano il Vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Direttore della CIA John Ratcliffe. "Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono", ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più duramente di prima" se Teheran non presenterà una proposta migliore. "Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla", ha sottolineato Trump.

Contemporaneamente i media iraniani hanno riferito che gli Stati Uniti non hanno presentato concessioni concrete in risposta alle più recenti proposte di Teheran per la risoluzione del conflitto. La mancanza di flessibilità da parte di Washington, secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr, comporterebbe uno "stallo nei negoziati".

La Cnn ha confermato che è attesa una nuova riunione tra Trump e il team di sicurezza nazionale, mentre - riporta ancora la rete americana, citando altre fonti - il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran, qualora Trump dovesse decidere per nuove operazioni.

Il messaggio di Trump riecheggia una precedente minaccia in cui aveva paventato la morte di una "civiltà intera" qualora l'Iran non avesse accettato un accordo per la cessazione delle ostilità, poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco all'inizio di aprile.

I media israeliani hanno fatto trapelare dal canto loro che Trump e Netanyahu sono pronti a riprendere la guerra contro l'Iran. Il presidente americano non ha fissato una scadenza precisa per i negoziati, ma ha ribadito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a “azioni militari dure”. “Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a quanto fatto finora”, ha dichiarato.

Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran.

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