Inter, un altro triplete è davvero possibile? Le ragioni del sì e quelle del no

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Nerazzurri in corsa apertissima per tutte le competizioni: +3 sul Napoli in Serie A, un ritorno in Coppa Italia in cui torneranno i big e il Bayern falcidiato dagli infortuni. Eppure...

Gregorio Spigno

Giornalista

4 aprile - 12:26 - MILANO

La domanda si ripete già da settimane nella testa di interisti e non: l'Inter può davvero vincere tutte le competizioni in cui corre? Qualcuno lo esclude in modo categorico, altri ci credono fermamente, poi c'è chi non si sbilancia. Insomma, un termometro reale non c'è. Ad oggi vale tutto e il contrario di tutto. Ma la squadra di Simone Inzaghi oggettivamente è lì, in piena corsa su tutti i fronti: prima a +3 sul Napoli in Serie A, dentro una semifinale di Coppa Italia contro il Milan aperta ad ogni possibilità, ai quarti di Champions League contro un Bayern falcidiato dagli infortuni e dal lato (più o meno) "giusto" del tabellone, perché Real Madrid e Psg sono dalla parte opposta e si potranno incrociare solo in finale, in un eventuale gara secca che chiaramente lascerebbe spazio a più interpretazioni e magari a meno tecnica. In caso di passaggio del turno contro il Bayern, però, i nerazzurri dovrebbero affrontare in semifinale probabilmente il Barcellona - che nei quarti sfiderà il Borussia Dortmund -, considerato tra le favorite nella corsa alla coppa.

perché sì

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L'Inter è in fiducia, in corsa ovunque, e ormai neppure la scaramanzia gioca un ruolo nel gruppo nerazzurro. Ogni volta che viene chiesto a qualche protagonista se davvero l'Inter può puntare al triplete, la risposta è simile: "L'obiettivo è fare sempre meglio, ci dobbiamo provare, vogliamo fare qualcosa di importante, ci crediamo, difficile ma lotteremo". Sembra un disco rotto di risposte scontate, ma non lo è. Tutti i calciatori ragionano sempre mettendo il "noi" prima dell'"io", un ulteriore segnale di quanto il gruppo sia unito e coeso per raggiungere qualcosa di davvero importante. Dal canto suo, Inzaghi si limita ad ammettere che "l'obiettivo è quello di giocare più partite possibili", ma per giocarle bisogna vincerle tutte o quasi e l'ambizione c'è. A livello tecnico, poi, la possibilità non manca. Perché in campionato in queste due settimane l'Inter potrebbe avere l'occasione di allungare ulteriormente sul Napoli oggi distante 3 punti. I nerazzurri giocheranno contro Parma e Cagliari, gli azzurri saranno impegnati nella complicata trasferta di Bologna e al Maradona contro l'Empoli. 

Ecco perché intorno a metà aprile il vantaggio nerazzurro potrebbe anche essere maggiore e regalare ad Inzaghi una gestione delle forze più tranquilla sul resto delle competizioni. L'1-1 nell'andata del derby di Coppa Italia, invece, lascia tutto aperto in vista del ritorno. Ma l'Inter di ieri era in emergenza e il tecnico nerazzurro si augura - anzi "sogna" - di avere a disposizione chi ha dovuto saltare il primo turno (Lautaro, Dimarco, Arnautovic, Taremi e magari non solo). L'eventuale finale, poi, si giocherebbe con ogni probabilità contro il Bologna: certamente un avversario tosto, ma tecnicamente inferiore rispetto all'Inter. Poi c'è la Champions. Che va interpretata passo dopo passo, e il prossimo vuol dire Bayern Monaco. La squadra guidata da Kompany resta una corazzata, ma i tanti infortuni potrebbero mettere l'Inter nelle migliori condizioni di affrontare i bavaresi. E dopo chissà...

perché no

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L'altra faccia della medaglia è meno ottimista e più realista. Partendo dalla Champions, è vero che il Bayern sta patendo una lunghissima serie di infortuni nelle ultime settimane, ma pure l'Inter non è da meno. Problemi che potrebbero ripercuotersi anche sulla condizione fisica della squadra, perché in un momento decisivo della stagione, con un calendario così fitto, dover forzatamente spremere buona parte dei titolari a causa delle tante assenze potrebbe comportare guai ulteriori. Questa è la paura di Inzaghi. Poi c'è il tema relativo al campo: lasciando da parte il tema indisponibili, il Bayern resta in ogni caso uno squadrone. Basta guardare il pacchetto offensivo: Musiala, Olise, Gnabry, Sané, Muller, Kane. Loro ci saranno tutti e fermarli non sarà certo un'impresa facile facile. Anche in caso di passaggio del turno, poi, il miglior Barcellona degli ultimi anni (sempre in caso di passaggio del turno contro il Dortmund) farebbe davvero paura. E se in Coppa Italia è tutto aperto, lo è da entrambi i lati: l'1-1 dell'andata di fatto ha rinviato tutto, ma il Milan in questa stagione ha dimostrato di essere la vera bestia nera dell'Inter.

Per l'Inter zero vittorie su quattro scontri fin qui tra Serie A, Supercoppa e Coppa Italia e il timore che l'unico obiettivo stagionale rimasto ai rossoneri possa complicare i piani nerazzurri. Senza contare che in un'eventuale finale contro il Bologna, la squadra di Vincenzo Italiano potrebbe trasformarsi realmente in una mina vagante. Poi c'è il campionato, dove tutto è - e la sensazione è che resterà fino alla fine - ancora aperto. Tre punti di vantaggio sono pochi, il Napoli punta fa all-in sullo scudetto, giocherà svariate partite in meno rispetto all'Inter e da qui alla fine il calendario sorride a Conte. Perché gli impegni sono tutti ampiamente alla portata e le big già tutte incontrate. Restano Bologna, Empoli, Monza, Torino, Lecce, Genoa, Parma e Cagliari. L'Inter, oltre ad almeno 3 partite da giocare in più rispetto agli azzurri (due con il Bayern, il ritorno col Milan e poi chissà), da qui alla fine dovrà affrontare Roma e Lazio in mezzo ad un calendario per il resto più o meno simile al Napoli. Insomma: tutto può succedere. E no, alla domanda se l'Inter possa realmente vincere il triplete o meno non si può proprio rispondere.

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