Tre patrie, l’accento di Londra e i gol mondiali nel destino. La stella di Pochettino brilla nel debutto da film, tra Netflix e i rimpianti nerazzurri
Gli Stati Uniti d’America bramavano un centravanti con la stessa fame dei cercatori d’oro nel vecchio West e l’hanno trovato a casa del vecchio colonizzatore. Folarin Balogun, nuovo eroe d’America dopo la doppietta nell’esordio al Mondiale di casa, è un vero londoner con accento cockney. In realtà, questa punta talentuosissima, moderna ed esperta d’arte varia d’attacco, è un cittadino del mondo, per via delle origini nigeriane dei genitori che si aggiungono al resto: appartiene a tre Stati, anzi a tre Continenti, e dopo tanto penare ha finalmente avuto la meritata vetrina con la Nazionale che ha scelto alla fine di lunga riflessione. Il 4-1 inaugurale è un messaggio politico lanciato da tutti i ragazzi del soccer, ma soprattutto da Balogun, il migliore di giornata: fischiano le orecchie a chi snobbava la squadra di Pochettino e, magari, ai tanti che negli anni si sono avvicinati a questo gioiellino scuola Arsenal senza affondare al momento opportuno. Nel 2023 l’Inter, subito dopo la delusione della finale di Istanbul, era in preda alle paturnie di Romelu Lukaku e trattava l’anglo-americano-nigeriano per aggiungere un nuovo attaccante con caratteristiche diverse rispetto a Lautaro e al Thuram appena arrivato. La stagione da 23 gol in prestito al Reims aveva fatto scalpore, ma alla fine il Monaco mise sul tavolo dei Gunners 30 milioni cash, troppi per i nerazzurri in quella epoca. Non a caso, l’Inter poi bussò al Bologna per Marko Arnautovic: altro prezzo, ma anche altro rendimento.
da film
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Alla fine del match con il Paraguay, dentro all’immaginifico SoFi esaurito a dispetto delle previsioni di sciagura, colmo di entusiasmo e celebrities perfino più del Garden di NY per gli Knicks, tutti cercavano il 25enne autore di due reti. Non è una cosa comune riuscirci per gli statunitensi al Mondiale: l’ultimo a segnarne più di uno era stato tale Bertrand "Bert" Arthur Patenaude, fece tripletta nella fase a gironi del 1930 e, corsi e ricorsi storici, quella volta giocava proprio contro il Paraguay. Da parte sua, alla fine, “Balo” ha parlato con un filo di emozione e con sorprendente orgoglio a stelle e strisce: “Abbiamo lanciato un messaggio forte e dimostrato la qualità e la personalità di questa squadra - le sue parole -. Quando ho scelto di rappresentare gli Stati Uniti, ho sempre detto che il mio obiettivo era ripagare l’affetto e il sostegno che i tifosi mi hanno dimostrato. Questa partita è stata un’altra occasione per farlo e spero di continuare a dimostrare di aver preso la decisione giusta”. Ancora più affascinante dei due gol e di ogni altro rilancio di carriera dopo questa sovraesposizione planetaria, però, è la sua storia, un bizzarro scherzo del destino fin dalla nascita. Il perfetto plot per un film di Scorsese. I suoi genitori, nigeriani residenti a Londra, erano a New York in vacanza quando la madre era incinta. A un certo punto sarebbe dovuta tornare in Inghilterra, ma la compagnia aerea le impedì di imbarcarsi: il pancione troppo evidente, il parto troppo vicino. Così, niente viaggio di ritorno e pochi giorni dopo, il 3 luglio 2001, Folarin nacque a Brooklyn, con annesso il passaporto americano che tanti desiderano e pochi ottengono.
basta netflix
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Questa coincidenza venticinque anni più tardi avrebbe cambiato il destino della nazionale statunitense. Dopo alcuni mesi, quando già le Torri Gemelle non c’erano più, la famiglia tornò a Londra, dove il piccolo Balo è cresciuto, ha messo radici nel settore giovanile dell'Arsenal. Lui stesso ha spiegato in passato come Londra sia la “sua” città, il luogo dove ha amici, ricordi e radici: la parlata britannica esibita in zona mista si contrappone allo slang americano dei compagni. Eppure, Folarin non ha mai rinnegato il fatto di sentirsi un mix di culture diverse, con particolare attenzione al richiamo di mamma Africa: per anni la federazione della Nigeria ha sperato di convincerlo a vestire la maglia della nazionale, le Super Eagles. In Inghilterra lo consideravano uno dei migliori talenti della sua generazione, tanto che Balogun ha fatto tutta la trafila delle giovanili con i Tre Leoni. Insomma, poteva scegliere tre nazionali e ha tenuto sulle spine tre federazioni prima di pronunciare nel 2023 tre lettere: U-S-A. E cosa fa un attaccante con tre patrie dopo aver segnato un gol di destro e una perla di sinistra nel primo Mondiale della vita? Una cosa che va bene a ogni latitudine: “Guardo Netflix in albergo, me lo sono meritato”.



