La stagione dei nerazzurri si preannuncia particolarmente fitta, e come successo nel caso di Pepo - titolare di coppa l'anno scorso - anche l'ex Lazio avrà un minutaggio importante
"Chi discute su titolari o gerarchie siete voi, io parlo di standard. Ed è lì che bisogna alzare il livello". Parola di Cristian Chivu. E in questo senso la missione è già compiuta, almeno sulla carta, osservando i colpi messi a segno dalla dirigenza nerazzurra sul mercato: tutti di livello tecnico uguale o superiore rispetto ai predecessori, in piena linea con coloro che esternamente vengono considerati gli intoccabili della squadra. Jones dentro e Frattesi fuori, Stones per Acerbi, Spence al posto di Dumfries, Pavard-De Vrij, il riscatto di Akanji, il ritorno di Stankovic. E poi la promozione di Josep Martinez a titolare e l'acquisto di Ivan Provedel, apparentemente, come portiere di riserva. Un investimento, non certamente proibitivo (3 milioni), ma comunque un esborso che ha confermato la volontà dell'Inter non solo di regalare a Chivu una riserva di primo livello ma pure di costruire un sano dualismo per il posto tra i pali.
il perché in 3 motivi
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Provedel, nel corso della prossima stagione che prenderà ufficialmente il via contro il Monza a San Siro, sarà più di un vice-Martinez. Principalmente per tre diversi motivi. Primo: il calendario. L'annata dell'Inter sarà particolarmente fitta tra Serie A, auspicabilmente una lunga Champions League e la Coppa Italia. Proprio per Martinez, l'anno scorso, era stata utile la competizione nazionale in cui di fatto aveva vestito i panni del titolare a scapito di Sommer. Una chance che potrebbe ricevere pure Provedel. Numero due: le qualità dello stesso ex Lazio, sempre partito titolare nelle ultime stagioni tra il club biancoceleste, lo Spezia e ancora più indietro nel tempo alla Juve Stabia. Sulla carta, e solo lì, il friulano partirà leggermente dietro rispetto a Pepo, ma già da ritiro e tournée ha dimostrato di lottare per mettere Chivu in una "piacevole" posizione scomoda. Il terzo motivo porta infine a... Martinez. Perché l'ex Genoa in nerazzurro ha vissuto un paio d'anni in apprendistato, collezionando (in Serie A) una manciata di presenze per stagione. Ecco perché pure il suo rendimento e l'impatto che avrà con la responsabilità del primo andrà valutata con attenzione, ed è cosa buona - nel caso in cui emergesse qualche difficoltà - avere alle spalle di Martinez un portiere già pronto ed abituato a giocare.



