Il club, che vince e chiude il bilancio in attivo per il secondo anno, interessa a molti investitori privati che potrebbero tentare di entrare con quote di minoranza
L’Inter piace, non è una novità, sia in campo che fuori, e perfino nei corridoi della finanza. Ci sono conferme, infatti, sull’interesse di investitori privati che, al momento, valutano la possibilità di entrare nel capitale nerazzurro con una quota di minoranza: tutta da verificare la disponibilità di Oaktree a vendere, ma ciò non modificherebbe comunque la struttura di controllo del club, saldamente nelle mani del fondo californiano. Proprio gli ultimi due anni con al timone Oaktree hanno portato una crescita commerciale evidente, accompagnata dai risultati in campo, con la finale di Champions raggiunta nella prima stagione e la combo scudetto-Coppa Italia vinti nell’ultima: anche il bilancio al 30 giugno 2026, che verrà approvato nell’assemblea dei soci di ottobre, si chiuderà in utile per il secondo anno consecutivo e sul fronte del fatturato le stime Gazzetta immaginano una cifra di 150 milioni per il segmento commerciale e di 90 per lo stadio. Insomma, i movimenti degli ultimi tempi attorno alle quote di minoranza del club sono figli anche di questo trend altamente positivo.
la situazione
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Come rivelato oggi dal Corriere della Sera, nelle ultime settimane attorno alla società si sono quindi mossi fondi di investimento, italiani e stranieri: si tratta di semplici manifestazioni di interesse che il proprietario americano sta semplicemente valutando e che solo più avanti potrebbero portare a dialoghi più approfonditi. Insomma, non siamo ancora davanti a una trattativa e qualsiasi processo è lontano dall’essere alle battute decisive, ma Oaktree ragiona comunque secondo logiche finanziarie: l’apertura a un socio di minoranza sarebbe perfettamente compatibile con il percorso intrapreso in questi due anni.
previsioni
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Anche se l’eventuale operazione darebbe per la prima volta un prezzo concreto all’Inter dell’era Oaktree, al netto delle valutazioni pubbliche, non ci sono minimi segnali di vendita da parte del fondo proprietario, subentrato nel maggio 2024 a causa del mancato rimborso da parte dei cinesi di Suning. Anzi, il progetto portato avanti finora continua: rafforzamento dei conti, sostenibilità della gestione, ringiovanimento della squadra e soprattutto il dossier del nuovo stadio, destinato ad aumentare sensibilmente il valore di tutto il brand. L’ingresso di un socio permetterebbe, però, al fondo americano di monetizzare una parte della crescita ottenuta senza perdere il controllo. Per questo, la partita va osservata soprattutto in prospettiva: Oaktree, che non commenta questi rumors, ascolta, valuta e non ha certo necessità di accelerare.




