Inter al lavoro nella Foresta Nera. Chivu e Zielinski: "Abbiamo fame di trofei"

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Primo giorno a Donaueschingen, prima del test d'esordio con il Karlsruher e in attesa che arrivino i dirigenti e i reduci dal Mondiale. Il centrocampista polacco lancia la sfida: "Rivogliamo scudetto e Coppa. Champions? Andremo più avanti. Stankovic? Ha qualità"

Ci sono i campi, distese coltivate che sembrano sterminate, che isolano e che fanno dimenticare qualsiasi distrazione, le fattorie e gli alberi scuri che da lontano osservano tutto. È il paesaggio che fa da cornice al ritiro dell’Inter, nel sud della Germania, a ridosso della Foresta Nera. E poi ci sono gli altri campi, quelli da calcio, dove la squadra di Cristian Chivu ha iniziato ad allenarsi stamattina. Prima in palestra e poi col pallone. 

IN CAMPO, ASPETTANDO MAROTTA, AUSILIO E…

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Tutti presenti fatta eccezione per Federico Dimarco, ma nessun allarme. L’esterno è stato tenuto a riposo solo in via precauzionale a causa di un leggero affaticamento e domani sarà di nuovo insieme al resto dei compagni. I prossimi ad arrivare nel Baden-Wurttemberg saranno il direttore sportivo Piero Ausilio e il presidente Beppe Marotta: il primo è atteso qui domenica, mentre il secondo sabato prossimo, alla vigilia del primo test estivo. Gli interisti “Mondiali” invece rientreranno pian piano, in base a quando sono stati eliminati dal torneo in America. Il primo a riunirsi al gruppo dovrebbe essere Hakan Calhanoglu. Se il turco, dopo le vacanze, rientrerà a Mannheim – sua città natale e a due passi da Donaueschingen – è molto probabile che si aggreghi a fine ritiro per poi ritornare a Milano il 26 in serata con gli altri. Per Petar Sucic e Ange-Yoan Bonny anche si attende un rientro pre tournée, ma direttamente in Italia. Manuel Akanji potrebbe raggiungere la squadra in Asia (prima c’è la tappa a Hong Kong e poi quella a Perth) mentre il discorso cambia per Lautaro e Marcus Thuram. Entrambi sono ancora oltre l’oceano, attesi dalla finale il primo e dalla gara per il terzo o quarto posto l’altro. Chivu difficilmente li avrà di nuovo in campo prima della seconda settimana di agosto, quando ormai mancherà giusto una decina di giorni all’inizio del campionato. Inconvenienti Mondiali. 

ZIELINSKI: “VOGLIAMO CAMPIONATO E COPPA”

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Dieci giorni di doppie sedute davanti ai nerazzurri, fino all’amichevole di domenica 26 contro il Karlsruher, sotto il cielo di Donaueschingen, la città dove nasce il Danubio. Il silenzio del centro sportivo di Aasen adesso viene rotto soltanto nel momento in cui gli interisti scendono in campo. Le prime indicazioni urlate a pieni polmoni, un po’ di musica che si alza dalla palestra quando Barella e compagni iniziano a lavorare al chiuso, i fischietti di Chivu e del suo staff per scandire le esercitazioni e le partitelle. In questo contesto sta nascendo l’Inter campione d’Italia della prossima stagione, nella stessa cornice che prima dei nerazzurri ha ospitato innumerevoli squadre tedesche, il Barcellona, il Liverpool, ma anche la Spagna poco prima che diventasse campione d’Europa nel 2024 e nel 2025 l’Al Hilal di una vecchia conoscenza interista come Simone Inzaghi. A margine del primo allenamento sono arrivate le prime dichiarazioni. Ad aprire questo ritiro è stato Piotr Zielinski, all’alba della sua terza stagione all’Inter. “Le ambizioni sono alte. Vogliamo ripeterci in campionato e in Coppa Italia, ma vogliamo aggiungere qualcosina in più in Champions League, perché abbiamo una grande squadra e sicuramente in Europa dobbiamo fare meglio rispetto all’anno scorso" ha detto subito il centrocampista polacco. Chivu ha chiesto alla squadra di mostrare quella fame che l’anno scorso li ha portati a imporsi nelle competizioni casalinghe: “Nemmeno io mi nascondo. Tutti quanti sappiamo quanto sia bello vincere e faremo di tutto per trionfare di nuovo in Coppa e campionato”. Poi qualche considerazione sul nuovo e giovane compagno di reparto, Aleksandar Stankovic: “Si è visto subito che è un ottimo giocatore, ha qualità, gamba, la forza fisica che ci serve a centrocampo. È un grandissimo giocatore e darà il suo contributo, ne sono sicuro”. Infine uno sguardo al futuro dal punto di vista più personale: “Io sono sempre lo stesso Piotr di quando sono arrivato qui. Poi il primo anno è stato sfortunato tra infortuni e poca continuità, ma riparto dal secondo. È lì che si è visto il vero Zielinski e per la prossima stagione spero di essere ancora più decisivo”. 

SUPER LUSSO NELLA FORESTA NERA

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Il campo d’allenamento è poco distante dall’hotel in cui l’Inter è arrivata ieri. I giocatori per raggiungerlo evitano spostamenti in macchina; c’è chi preferisce la bici e chi invece si muove col golf kart. La casa nerazzurra per questo ritiro è il resort Oschberghof. Lì ieri la squadra è arrivata in serata, accolta prima da un temporale e poi da un doppio arcobaleno. In questo avvicendamento nel cielo tedesco qualcuno ci ha letto un segnale. Ad aspettare Chivu e i suoi c’erano una trentina di tifosi interisti in cerca di una foto, un selfie o un autografo. Alcuni tedeschi, uno solo italiano arrivato direttamente in macchina dall’Abruzzo e tanti emigrati qui in Germania o nella vicina Svizzera. Un’unica cosa in comune: il cuore nerazzurro. Dai bambini con addosso la maglia di Lautaro ai papà con le divise di Barella o Bastoni, signore con le t-shirt celebrative della seconda stella, una coppia con due figli che nell’attesa ha ricordato il giorno in cui si sono sposati: un matrimonio del 22 maggio 2010. Tornando alla struttura, è minimal dall’esterno ma lussuosissima dentro, immersa in un parco con un campo da golf da 45 buche e una spa da oltre 5 mila metri quadri. Centoventotto tra camere e suite, palestra attrezzata sia al chiuso sia all’aperto. Il cibo non poteva essere da meno. All’interno del resort c’è l’Osch Noir, ristorante stellato presentato come “un gioiello nascosto nella Foresta Nera”, che oltre a piatti sofisticati e cucina prettamente locale e alpina, propone anche un menù tutto nostrano – in una porzione di Germania in cui comunque non è affatto raro trovare italiani o qualcuno con queste origini – in cui la regina è la pizza. Insomma, non poteva mancare niente e la quiete tutt’intorno, unita a delle temperature decisamente più basse rispetto al forno di Appiano, lo rendono il luogo ideale per far lavorare il gruppo che, come ha detto Chivu in conferenza lunedì scorso, “ha ancora fame di trofei”.

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