I lavoratori dipendenti che abbiano
maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10
mesi di contributi per gli uomini, uno in meno per per le donne)
o che li maturino nel 2026 possono rinunciare all'accredito
contributivo della quota dei contributi IVs (invalidità,
vecchiaia e superstiti) a proprio carico (il 9,19% della
retribuzione lorda) e ricevere questa somma in busta paga. Le
somme così corrisposte non sono imponibili ai fini fiscali. Lo
chiarisce l'Inps in una circolare a proposito della norma in
legge di Bilancio che proroga il cosiddetto Bonus Maroni anche
per il 2026.
Nel 2025 il bonus che era prima limitato a chi aveva i
requisiti per la pensione anticipata flessibile (la Quota 103) è
stato esteso a chi raggiungeva quelli per la pensione anticipata
contributiva. La pensione anticipata flessibile non è stata
prorogata nel 2026 quindi i requisiti maturati quest'anno fanno
riferimento solo alla pensione con 42 anni e 10 mesi (uno in
meno per le donne). Chi sceglie di avere la contribuzione a
proprio carico in busta paga rinuncia all'accredito contributivo
di questa quota dei contributi. Viene quindi meno ogni obbligo
di versamento contributivo da parte del datore di lavoro per la
quota a carico del lavoratore ma resta l'obbligo per la quota
Ivs a carico dell'azienda. La posizione assicurativa del
lavoratore dipendente quindi continua a essere alimentata con la
quota a carico del datore di lavoro. I contributi ricevuti in
busta paga a seguito di questa scelta del lavoratore "non
concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, imponibile
ai fini fiscali".
La facoltà riguarda i lavoratori dipendenti iscritti
all'Assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive
ed esclusive della medesima che: entro il 31 dicembre 2025 hanno
maturato i requisiti minimi previsti per l'accesso alla pensione
anticipata flessibile (62 anni di età e 41 anni di contributi);
entro il 31 dicembre 2026 maturano i requisiti minimi previsti
per l'accesso alla pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le
donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini).
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