Il prossimo ct dell'Italia è a Geingberg con lo United Fc, che ha guidato alla promozione nell'ultima stagione a Dubai
25 luglio - 00:22 - GEINBERG (AUSTRIA)
Chi ama la vita ad alta quota sostiene che "sopra una certa altitudine non si possono fare cattivi pensieri". Per Andrea Pirlo, prossimo ct di un’Italia da ricostruire, vanno bene anche i quattrocento metri di Geinberg, Alta Austria, il paesino al confine con la Germania dove sta trascorrendo le ultime notti da allenatore dello United FC, la squadra degli Emirati presa in seconda serie e condotta fino alla promozione.
"italiener"
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Il destino s’è arrampicato fin qui col suo solito tempismo. Uno dei pochi ristoranti di Geinberg si chiama "Zum kleinen Italiener", "Il piccolo italiano", ed è gestito dai Colotta, una famiglia a tinte azzurre che appena ti sente parlare riconosce da dove vieni e ti ribadisce con orgoglio la sua provenienza: "Italiano? Come noi". Il tutto con quel sano accento tedesco di chi ormai vive qui da anni, a un’ora di macchina da Linz, Salisburgo e Monaco. Geinberg, a un pugno di chilometri dal fiume Inn, è a una distanza strategica. "Quando abbiamo saputo di Pirlo - ci raccontano dal bancone - non volevamo crederci, per noi è l’eroe del 2006, il Maestro… ma sul serio sarà lui il ct?". Tutto vero. L’albergo di Andrea e del suo staff - in Austria dal 21 luglio dopo una settimana a Jurmala, in Lettonia - si trova a pochi minuti a piedi dal ristorante. Lo "Spa Resort" ha un campo d’allenamento, una palestra, due piscine e le terme, il fiore all’occhiello del paesino. Nel 2024 è stata la casa estiva del Galatasaray di Mertens e Icardi. Pirlo passerà qui le sue ultime notti da guida dello United, poi rientrerà in Italia - Milano è a sette ore di auto - e firmerà fino al 2030. L’obiettivo è dichiarato: tornare ai mondiali.
staff
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La strada verso l’azzurro è lastricata di sabbia. L’estate scorsa Pirlo ha scelto gli Emirati Arabi per ripartire con calma dopo un paio d’anni turbolenti. Il suo staff l’ha seguito in blocco: Roberto Baronio, l’amico di una vita per la vita, quello che una sera, a New York, gli sussurrò che avrebbe fatto l’allenatore. "Magari un giorno mi fai da vice", disse Roberto. "Semmai il contrario - rispose Andrea con la sua solita ironia -. Io una squadra la trovo…". Così sarà. A Dubai l’hanno seguito anche Mauro Bertoni, collaboratore tecnico, il tattico Simone Di Martino e il preparatore Roberto De Bellis, mentre il responsabile del settore giovanile del club è Luca Antonini. In azzurro lo staff sarà da definire.
promozione
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Lo United FC ha tre anni scarsi. È stato fondato solo nel 2022, è partito dalla seconda divisione e la stagione scorsa ha centrato la promozione. Il tutto dopo aver rilevato il titolo del Dubai Football Club e aver cambiato nome. Il presidente è Ilie Cebanu, 40 anni, moldavo di Chisinau, 31 presenze in nazionale da portiere. Un annetto fa ha preso Pirlo e gli ha svelato il suo obiettivo: "La promozione". "Sarà fatto". E così è stato. In rosa, oltre all’ex Fiorentina e Novara Haris Seferovic, c’è anche Gian Marco Ferrari, centrale difensivo passato per Sassuolo, Samp, Crotone e Salernitana. A giugno ci aveva raccontato il suo calcio a Dubai: "Essendo in un Paese musulmano, molti pregano per cinque minuti prima di giocare: silenzio totale, giustamente. Per me, Pirlo e lo staff è stato strano". Così come allenarsi con gli allarmi in sottofondo, causati dal conflitto in Iran. "Quando senti un colpo e non sai se è la porta del vicino o un’esplosione… è dura. Le difese di Dubai sono state impeccabili, ma moglie e bambini sono rimasti in Italia".
emirati arabi
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Lo United ha chiuso il campionato al secondo posto dietro l’Hatta Club, giocando le partite in casa allo "Stadium Pitch". È bastato per conquistare la promozione diretta. Quarto miglior attacco, seconda miglior difesa, un’eliminazione alle semifinali di coppa contro l’Al Ain. Il capocannoniere è stato Samuel Pedro, 25 anni, portoghese con un passato nel Benfica B. Il manifesto di come Pirlo riesca a valorizzare le punte o le ali: con lui Borini è arrivato a 21 gol in Turchia, Chiesa a 14 alla Juve. Nessuno dei due ne ha mai infilati di più. Ora toccherà a Pio, Kean, Retegui, Scamacca, Camarda e soci. Da Dubai, i suoi ormai ex colleghi e tifosi, sussurrano: "Hazzan saidan". In arabo, sta per in bocca al lupo.



