L'ultimo atto delle World Series of Poker è ancora da scrivere. Lo scorso anno la vittoria di Mizrachi fu senza "pause". In questo 2026, complice anche il Mondiale statunitense di calcio, gli ultimi nove giocatori del Main Event WSOP torneranno al tavolo per contendersi il bracciale a inizio agosto
I maghi dell'intrattenimento americano ci pensarono nel 2008. Perché non "stoppare" il tavolo finale del torneo di poker più importante del mondo per creare suspense e una narrazione dei protagonisti? Da November ad August Nine del final table WSOP: questa la storia
IN PRINCIPIO TOCCO A PETER EASTGATE
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Ogni torneo di poker inizia e finisce nel giro una settimana. Due se parliamo di eventi davvero grossi che richiamano migliaia di giocatori. Tutti però sono "consecutivi": dal day 2 in poi si torna al tavolo ogni giorno fin quando non verrà eletto il vincitore. La storia però cambia nel 2008, in occasione del Main Event WSOP. I "Mondiali" si giocano tra giugno e luglio e, come accaduto l'anno scorso, il vincitore arriva alla fine di una vera maratona. Per un certo periodo di tempo però, gli organizzatori delle WSOP decisero di ritardare lo svolgimento dell'ultimo atto del Main Event. Il tavolo finale veniva addirittura calendarizzato a novembre. L'idea uscì da più "dipartimenti": anzitutto chi trasmetteva l'action da Las Vegas voleva preparare al meglio tutto. In più c'era tempo per raccontare la storia di ognuno dei nove finalisti. Si creava attesa, ansia e i giocatori potevano studiare e informarsi sugli avversari. Nacquero così i November Nine: i nove finalisti del main 2008 furono i primi ad essere rimandati a casa d'estate, per poi tornare un mesetto prima di natale. Presentazione da star, arena piena. Insomma tutto in puro stile Las Vegas. Nel 2008 a trionfare fu il giovanissimo Peter Eastgate che, per 365 giorni, detenne il record di braccialetto più precoce della storia del Main Event WSOP
NOVEMBER E AUGUST NINE WSOP: LA STORIA CONTINUA
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Nel 2009 c'era anche il mitico Phil Ivey tra i November Nine ma la vittoria andò a Joe Cada. L'Italia del poker, nel 2010, sarebbe stata in pieno fermento. Tra i finalisti c'era infatti Filippo Candio che catalizzò l'attenzione di media nazionali. Per mesi si parlava solo di lui. Interviste dalla "sua" Sardegna, approfondimenti e tanto hype. L'azzurro finì quarto. Il 2014 ci consegna invece il primo caso di doppio November Nine: Mark Newhouse centra per la seconda volta il tavolo finale più importante ma, anche in questo caso, viene eliminato per primo. Il 2015 vede scendere dalle scalinate di Las Vegas, sempre a novembre, un altro giocatore italiano. Federico Butteroni arriva al tavolo al quale tutti sognano di sedersi ma, complice uno stack esiguo, si alza dopo poche mani in ottava posizione. Il format dei November Nine diventa una routine che piace sempre meno e il 2016 segna la fine della serie. Si torna quindi a un main event wsop "senza pause" fino al 2026. Questa volta però gli organizzatori non chiudono per mesi. Effettivamente quel lasso di tempo era troppo visto che per anni abbiamo assistito sempre alla stessa narrazione. Nell'ultimo atto del main 2026 lo stop è di "soli" 20 giorni che potrebbero essere la ricetta giusta per preparazione, narrazione e promozione del gioco che anche a noi è torneo prepotentemente in auge


