Sono in Liguria le ultime
tracce lasciate dall'uomo di Neanderthal nell'Europa Occidentale
circa 42.000 anni fa. Lo confermano i nuovi scavi archeologici
presso il sito paleolitico dell'Arma delle Manie nel Comune di
Finale Ligure (Savona) condotti da un team internazionale di
ricercatori coordinati dall'Università di Genova.
Si tratta di uno dei più importanti giacimenti europei per lo
studio delle ultime popolazioni neandertaliane. La ricerca vede
la partecipazione di studiosi, ricercatori e studenti
provenienti da numerose istituzioni italiane e internazionali,
tra cui le università di Genova, Bologna, Montréal (Canada),
Siena e Roma, con il supporto della Soprintendenza archeologica
della Liguria.
"L'Arma delle Manie conserva i livelli di occupazione
attribuiti agli ultimi Neandertaliani non solo della Liguria, ma
probabilmente dell'intera Europa occidentale, vissuti circa
42.000 anni fa, in una fase cruciale della storia umana - spiega
l'archeologo e docente dell'Università di Genova Fabio Negrino
-. In quel periodo il continente europeo era già ampiamente
occupato da gruppi di Homo sapiens, mentre le popolazioni
neandertaliane apparivano ormai drasticamente ridotte e
frammentate, forse limitate a poche migliaia o addirittura poche
centinaia di individui".
"Le evidenze raccolte finora suggeriscono che la Liguria
possa aver rappresentato uno degli ultimi rifugi europei delle
popolazioni neandertaliane, - sottolinea Negrino - un territorio
relativamente favorevole sotto il profilo climatico ed
ecologico, nel quale piccoli gruppi umani riuscirono a
sopravvivere più a lungo rispetto ad altre regioni del
continente. Per questo motivo l'Arma delle Manie si configura
oggi come un osservatorio privilegiato per comprendere le
dinamiche che accompagnarono la fine di una delle più
straordinarie avventure umane della storia evolutiva".
Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno già restituito
risultati di straordinaria importanza scientifica. Tra le
scoperte più significative figurano il recupero di Dna
neandertaliano direttamente dai sedimenti, un risultato ancora
raro a livello internazionale, il rinvenimento di un dente
appartenuto a un individuo neandertaliano, centinaia di
manufatti litici e migliaia di resti faunistici. L'analisi dei
reperti ha documentato la presenza di una ricca fauna
pleistocenica in Liguria comprendente rinoceronti, megaceri,
cervi e numerose altre specie.
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