In carcere per Mondo di Mezzo, poi nuovo arresto a Capodanno

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Dai prestigiosi incarichi di ministro e poi di sindaco di Roma alla condanna e al carcere di Rebibbia, passando per la sua nuova creatura politica fino alla lotta per i diritti dei detenuti e la possibile intesa con il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci. La parabola di Gianni Alemanno è segnata dalla travagliata vicenda giudiziaria che colpì l'ex esponente di Msi e poi del centrodestra con la maxi inchiesta capitolina 'Mondo di Mezzo', la stessa che coinvolse politici e anche l'ex Nar, Massimo Carminati.

    Tutto cominciò nel dicembre del 2014 con una perquisizione domiciliare e l'iscrizione nel registro degli indagati: nei confronti di Alemanno l'accusa iniziale fu di concorso esterno nell'associazione di stampo mafioso e corruzione. Per questa fattispecie i pm chiesero e ottennero l'archiviazione nel febbraio del 2017.

La sua posizione venne però stralciata e per lui restò in piedi la corruzione, a cui si aggiunse il finanziamento illecito e il traffico di influenze. L'ex primo cittadino fu poi condannato nel 2023 a un anno e dieci mesi con l'accusa di traffico di influenze illecite nel processo di appello bis disposto dalla Cassazione. Gli ermellini, dopo avere assolto l'ex sindaco dalla pesante accusa di corruzione, chiesero ai giudici di piazzale Clodio un nuovo processo di secondo grado per il ricalcolo della pena relativa alle accuse di finanziamento illecito ai partiti e traffico di influenze illecite. La vicenda riguardava, nel dettaglio, lo sblocco dei pagamenti Eur Spa.

    Ad Alemanno furono concessi i lavori socialmente utili ma, dopo aver violato le regole sulla misura dei servizi sociali a cui era sottoposto, finì in cella a Rebibbia nella notte di Capodanno 2025. Ad emettere quel provvedimento d'urgenza, nei suoi confronti fu il tribunale di Sorveglianza, secondo cui il condannato non aveva rispettato le prescrizioni previste nell'affidamento, dal novembre 2023, alla struttura 'Solidarietà e Speranza' gestita da suor Paola D'Auria. I giudici gli contestarono in particolare alcuni episodi di violazione a cui l'ex ministro avrebbe fornito giustificazioni poi risultate false. Dagli atti emerge che Almenno nel corso del 2024 si sarebbe visto in più occasioni con l'ex avvocato Paolo Colosimo, condannato in via definitiva nel 2018 a 4 anni e sei mesi nell'ambito del procedimento nato dall'inchiesta sul caso Fastweb. In quel periodo Alemanno aveva anche fondato il movimento politico 'Indipendenza!', di cui era diventato segretario, che aveva l'obiettivo dichiarato di "superare i vecchi schemi di destra e di sinistra", scegliendo la vicinanza al mondo cattolico e la distanza da europeismo e atlantismo.

    Diversa e intensa è stata l'esperienza all'interno dell'istituto di Rebibbia che lo aveva portato, come detenuto, ad una battaglia per i diritti dei reclusi assieme ad altri compagni di cella, fino alla concessione da parte del presidente Mattarella della grazia parziale ad Antonio Russo, un 88enne malato in carcere da 6 anni: un caso più volte segnalato dallo stesso ex sindaco durante la sua detenzione. 

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