Dallo scorso ottobre l'ex centrocampista è global ambassador per una società di betting russa, una sponsorizzazione che sta spingendo la Federazione a valutare se sia opportuno sceglierlo come ct
L a Russia irrompe nel calcio italiano. La trattativa per Andrea Pirlo ct della Nazionale - ormai a un passo dalla chiusura - ha subito ieri una brusca frenata per motivi, soprattutto, di opportunità. E il presidente Malagò ora vuole vederci chiaro.
il nodo
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L’ex centrocampista, oggi allenatore dello United Fc di Dubai, è global ambassador dell’importante società di scommesse Fonbet. Il problema? Non tanto che sia un marchio di betting a cui in Italia non si può legare alcun tesserato (basterebbe rescindere il contratto), quanto che l’azienda sia una potenza russa. I rapporti tra Roma e Mosca, come noto, si sono compromessi dopo l’attacco di Putin all’Ucraina a febbraio del 2022. E l’impegno di Pirlo per mettere in luce una società russa (con tanto di discusso viaggio promozionale nella capitale appena due mesi fa in compagnia di Materazzi, anche lui ambassador) appare a molti come molto poco consono per chi è chiamato a rappresentare il nostro Paese. Ieri sul tema sono intervenuti diversi politici, dalla vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno ("Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata. Sceglierlo è un grave errore") al deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova ("Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari"), dal responsabile Sport del Pd Mauro Berruto ("Pirlo parla a un movimento, a un mondo, ha un ruolo istituzionale che richiede una modalità di esecuzione esemplare") al leader di Azione, Carlo Calenda ("Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali").
valutazioni
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Considerazioni che adesso sta facendo anche Malagò che ha già dato mandato di approfondire, meglio se con in mano il contratto tra Pirlo e Fonbet, la natura del rapporto del suo potenziale ct con la società in questione. Perché va detta un’altra cosa importante: il presidente e proprietario dello United Fc, Sergey Lomakin, ha rilevanti interessi economici all’interno di Fonbet. Ingaggiare Pirlo per la panchina voleva dire anche sfruttarne il fascino mediatico per dare visibilità alla società di scommesse. Pirlo ha firmato con il club arabo il 24 luglio 2025, ma è diventato global ambassador il 9 ottobre, sembrerebbe dunque a titolo personale, ma i suoi legali assicurano che è tutto strattamente legato al suo incarico con lo United Fc. Rescisso quel contratto, e lo può fare unilateralmente e senza penali, Pirlo si liberebbe da tutto, anche da Fonbet. In via Allegri vogliono comunque prestare molta attenzione alla questione e studiano pure i trascorsi di Pirlo sotto questo (rischioso) punto di vista, in modo da evitare che, anche in futuro, possano emergere motivi di imbarazzo per la Federazione. Un discorso di opportunità si diceva, che comunque non può non tenere conto che la trattativa con gli arabi per la cessazione del rapporto sono già ampiamente in corso. Pirlo ha fretta di sedersi a un tavolo con Malagò, cosa che finora non ha potuto fare perché la Figc non può e soprattutto non vuole trattare con chi ha già un contratto in essere con un altro club, anche per dare il buon esempio alle società italiane.
oltre la tecnica
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A sondare la disponibilità (che ovviamente c’è) e discutere con lui dei primi dettagli del contratto da ct sono stati solo Maldini e Leonardo, per cui Pirlo rappresenta il profilo tecnico ideale per far ripartire la Nazionale, nell’immediato ma soprattutto in un progetto di lungo periodo. È chiaro che il caso Russia non ha nulla a che fare con la direzione tecnica, ma è probabile che Maldini possa fare una certa fatica a comprendere questo tipo di discorsi - politici e di opportunità -forse troppo lontani dal suo mondo. Le riflessioni del presidente andranno avanti, poi - se si riterrà che non ci sono elementi troppo sconvenienti - si andrà avanti velocemente per chiudere e dare all’Italia il suo nuovo ct. Non manca molto. Si spera.




