Prima sessione invalidata nella sesta tappa del circuito internazionale riservato agli F.50. Gli australiani costretti a riparare la barca. Poi si riparte ei leader trionfano. Poca fortuna per Red Bull Italy, settima in classifica dopo un sesto, un terzo e un ritiro dovuto a una collisione
Maurizio Bertera
1 giugno - 16:41 - MILANO
Il mondo della vela ha imparato qualcosa di nuovo al Mudabala New York Sail Grand Prix, la sesta tappa del circuito internazionale riservato agli F.50. Se la velocità del vento sfiora i 50 km/h, nel porto della Grande Mela, gli alaggi con le gru devono essere interrotti immediatamente. E in realtà non dovrebbero manco iniziare se il National Weather Service prevede che la velocità del vento possa superare la soglia. Così, nel primo giorno è stato impossibile mettere in acqua tutte le dodici barche: ne sono scese solo quattro e i responsabili di SailGP hanno deciso di non considerare valida la sessione. Per non deludere le migliaia di fan seduti sulle tribune e il pubblico televisivo, gli organizzatori del SailGP hanno programmato tre regate con venti potenti e forti raffiche. Per la cronaca, uno degli F.50 si è pure ingavonato nell’acqua: Bonds Flying Roots, il leader del circuito, che ha picchiato duramente gli scafo in un’onda, ritirandosi subito per riparare la barca.
Evidentemente, il team australiano vive in uno stato di grazia perché nelle tre regate del secondo giorno, caratterizzate da un bel vento ma non rafficato, ha rischiato di non entrare nella finale riservata ai migliori tre, chiudendo a pari punti con i padroni di casa di U.S. SailGP Team di Taylor Canfield, che però sono andati k.o. nella terza prova. Così, gli aussie capitanati da Tom Slingsby – che guiderà la sfida della sua Nazione all’America’s Cup – si sono ritrovati alla sfida conclusiva con i canadesi di Northstar – per la prima volta al vertice – e i soliti britannici di Emirates GBR. Bonds Flying Roots non ha sbagliato nulla nel rush finale ed eccolo nuovamente sul gradino più alto del podio, portando a ben 11 punti il vantaggio nella classifica del circuito internazionale: 55 contro i 44 di Emirates GBR di Dylan Fletcher e i 38 del team statunitense.
RED BULL ITALY
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Poca fortuna per Red Bull Italy, settima in classifica dopo un sesto, un terzo e un ritiro dovuto a una collisione (non voluta) con la barca brasiliana. Rammarico giustificato per il neozelandese Phil Robertson e i suoi ragazzi perché questa volta si vedeva la possibilità di entrare finalmente nei primi tre di un evento. In classifica, Red Bull Italy si trova al decimo posto, sempre con la sensazione di valere di più per potenzialità ma per ora non si è concretizzata. SailGP resta in Nordamerica: la prossima tappa si svolgerà ad Halifax, il 20 e 21 giugno.

