L'ultimo test all'Ariston, con la coreografia televisiva e l'orchestra, dà qualche indicazione sullo "stato di forma" degli artisti: Sal Da Vinci esplosivo, Ditinellapiaga con il tormentone
La sensazione di nudità dell’Ariston coglie subito chi entra nel teatro sanremese per le prove dei cantanti, andate in scena ieri pomeriggio, una versione-test dalla coreografia televisiva che circonda le esibizioni vere e proprie, al via domani sera. È però un momento quasi “religioso”, in ogni Sanremo, perché permette di farsi un’idea più precisa delle canzoni in gara (accompagnate dall’orchestra, dettaglio fondamentale), dello “stato di forma” degli interpreti a poche ore dalla competizione e pure dell’elettricità del circo sanremese, che riversa i suoi mille personaggi lungo i corridoi del teatro.
romantica
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Ieri, poi, ci sono già stati alcuni vincitori virtuali: Sal Da Vinci, la voce napoletana di Rossetto e caffè, ha lasciato il teatro assediato da chi gli voleva strappare un selfie dopo una prova segnata da qualche difficoltà tecnica iniziale ma, alla fine, esplosiva. La sensazione è che la sua ultra-romantica Per sempre sì possa davvero volare alto. Come atteso, ha colpito nel segno anche Ditinellapiaga - abitino nero stretto con collant rosa – che si candida ad autrice del tormentone satirico del Festival con Che fastidio!. A giudicare dagli applausi, è una delle più serie contendenti di Sal Da Vinci.
chitarra
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Convince anche Tredici Pietro, che dimostra come il primo ascolto – che la stampa può effettuare solo via audio – non possa bastare per giudicare una canzone e una performance. C’è anche chi suscita l’effetto opposto, come Fulminacci (ma si vedrà nella gara vera e propria) e chi deve fare i conti con problemi tecnici, come Malika Ayane, non soddisfatta di una chitarra troppo bassa in cuffia, Masini e Fedez, che devono mettere a punto alcuni dettagli ed Ermal Meta, che si confronta con chi lavora intorno al palco (ma la sua Stella stellina potrebbe avere davvero l’impatto che merita). Si fanno notare anche il total white di Serena Brancale, la seduzione di Mara Sattei e l’iconografia rap di Luché. E si rilancia Eddie Brock, che non si è presentato qui fra i più quotati. Ma sono prove, appunto: conta la gara.



