Il Senato americano ha votato a favore della conferma di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, segnando una vittoria per Donald Trump, che più si è speso per la sua designazione dopo i violenti scontri avuti con il presidente uscente, Jerome Powell, esortato a procedere a robusti tagli dei tassi d'interesse per sostenere l'economia.
Il via libera all'era Warsh è maturato con il voto di 54 favorevoli e 45 contrari, con il senatore democratico John Fetterman che si è unito ancora una volta con i repubblicani. Il mandato quadriennale di Warsh, già componente del board Fed dal 2006 al 2011 su indicazione di George W. Bush, partirà venerdì, giorno della scadenza del mandato di Powell che, per il momento, rimarrà un semplice componente del Consiglio della Banca centrale, allo scopo di difendersi dai tentativi del Dipartimento di Giustizia di avviare un'indagine penale di ritorsione per i presunti costi lievitati nella ristrutturazione della sede delle Fed. Martedì Warsh è stato confermato alla carica di governatore del Board, composto da sette membri, per un mandato che scadrà nel 2040.
I senatori repubblicani, insieme al democratico Fetterman, "che ha anteposto il Paese all'ideologia politica, hanno confermato il candidato" di Trump, Warsh, "quale prossimo presidente della FederalReserve. Il presidente Warsh inaugurerà una nuova era per un'istituzione che necessita di maggiore responsabilità, di un solido orientamento politico e di un rinnovato senso di missione per guidare la nostra economia", ha commentato su X, il segretario al tesoro Scott Bessent. "La sua presidenza apre le porte e getta le basi affinché ogni famiglia americana possa costruire il proprio futuro e prosperare all'interno della più grande economia del mondo", ha aggiunto.
Negli ultimi anni, Warsh ha espresso critiche nei confronti della Fed, invocando un "cambio di regime" all'interno della Banca centrale e mettendo in discussione la sua gestione dell'impennata inflazionistica post-Covid, il suo approccio alla regolamentazione bancaria e le dimensioni del suo bilancio. Nel 2025, inoltre, ha inoltre manifestato il suo sostegno a un taglio dei tassi, in linea con i desideri di Trump. Molti analisti, tuttavia, hanno osservato che, in passato, Warsh ha anche sostenuto posizioni da "falco" in materia di politica monetaria, privilegiando la gestione dei rischi inflazionistici e tendendo a favorire tassi più elevati.
Le sue mosse nella riunione del board della Fed di giugno saranno sotto stretta osservazione. I prezzi alla produzione negli Stati Uniti hanno segnato ad aprile un balzo annuo del 6%, il più significativo da dicembre del 2022, facendo seguito all'incremento del 4,3% (rivisto al rialzo) di marzo e superando le previsioni a +4,9%. Su base mensile, l'aumento è stato dell'1,4%, il più marcato da marzo del 2022, dopo il +0,7% (rivisto al rialzo) di marzo e oltre le stime a +0,5%. I prezzi dei beni sono aumentati, su base congiunturale, del 2%, spinti da un'impennata del 15,6% della benzina, con la guerra all'Iran che ha continuato a far lievitare il costo del petrolio. Insomma, sarà a giugno che si preannuncia un esordio di fuoco.
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