Il produttore e organizzatore Clemente Zard: "La più bella serata della mia vita". Il sindaco Gualtieri: "Un successo straordinario grazie a pianificazione e collaborazione". Il protagonista: "Stanotte tornando a casa ho scritto la canzone più importante della mia vita"
05 luglio 2026 | 16.28
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Il deflusso della folla oceanica del concerto dei record di Ultimo a Tor Vergata divide il web. Nel racconto dei fan che hanno atteso la fine della scaletta, accanto ai tantissimi post emozionati sul live kolossal, c'è chi parla di un fiume umano stanco ma composto, dei viali di Tor Vergata presidiati dalle forze dell'ordine che davano consigli sulle vie da seguire e chi si lamenta per l'esatto opposto, per l'assenza di indicazioni, e per averci messo ore a tornare a casa. Un dato di fatto che ha creato qualche malcontento in più è stata l'assenza di connessione degli smartphone (dovuta probabilmente al numero stratosferico di cellulari in azione) che ha reso impossibile usare monopattini e scooter delle compagnie di sharing mobility all'uscita del concerto. Inoltre la marea di persone sulle vie di deflusso ha reso praticamente impossibile, una volta finito il concerto e iniziato il grande cammino verso Roma, il ritorno delle navette preposte a fare la spola tra l'area del concerto e le metro, che dunque sono state un plus di cui hanno usufruito in pochi. Chi ha avuto la meglio, alla fine, è stato chi era arrivato con la propria macchina o con il proprio scooter.
D'altronde che l'uscita di 250.000 persone potesse avvenire in poco tempo era un miraggio che nessuno aveva preso in seria considerazione. Chi è un habituée dei concerti di Roma sa che il deflusso a piedi persino dal ben più centrale Stadio Olimpico, se si attende la fine di un concerto e non si scappa via prima dell'ultima canzone, richiede molto tempo e pazienza. Sicuramente le distanze da percorrere a piedi a Tor Vergata hanno avuto un impatto maggiore su quegli spettatori che erano molto stanchi essendo entrati molte ore prima, se non il giorno prima (i cancelli erano stati aperti nella notte precedente, verso l'1, date le lunghissime file createsi già dalla prima serata) nell'area del concerto. Una volta raggiunte le metro, anche la capacità di assorbimento delle corse era di molto inferiore alla richiesta. E molti hanno dovuto attendere parecchio tempo prima di raggiungere casa.
Ma nel complesso, il deflusso non ha registrato incidenti né particolari criticità. Che per una prima volta da record, fa brindare al successo sia gli organizzatori ("la serata più bella della mia vita", ha scritto sui social Clemente Zard, che con la sua Vivo Concerti ha prodotto e organizzato l'evento) che l'amministrazione capitolina: il sindaco Roberto Gualtieri parla di "uno straordinario successo". "Una sfida organizzativa senza precedenti, affrontata con competenza, professionalità e grande spirito di collaborazione, resa possibile da quasi un anno di preparazione, da una pianificazione accurata e dall’impegno condiviso di istituzioni, organizzatori e di tutti i soggetti coinvolti". Anche il diretto interessato, Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi, è tornato sui social nel 'day after' del suo primato per fare degli annunci ai suoi milioni di follower ("voglio portare il live dei record al cinema" e "stanotte tornando a casa ho scritto la canzone più importante della mia vita", ha rivelato in un post ancora frastornato dalle emozioni) e per ribadire che a Tor Vergata si è fatta la storia. "Ultimo da oggi hanno capito tutti bene che vuol dire". (di Antonella Nesi)
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