Il nipote di Aldo Moro: 'L'amore per mio nonno nel cuore della gente semplice'

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"L'amore per Aldo Moro rimane vivo nel cuore della gente semplice, che sa che cosa ha significato il suo sacrificio per loro. Il nonno ha messo sempre le persone prima di se stesso. Un sacrificio di quel genere non è mai inutile". Lo dichiara in una nota Luca Moro, nipote di Aldo Moro, nell'anniversario della strage di via Fani in cui fu rapito il presidente della Dc e furono uccisi i cinque agenti della scorta. Temo che, piano piano, inizino a non esserci più persone disposte a sacrificare la propria vita per il proprio Paese. Però i pacificatori e i costruttori di pace, a un certo punto della storia, tornano sempre, quindi la speranza rimane. Come avrebbe potuto dire il nonno: 'Non c'è via che conduca alla pace, la pace è la via'".

A proposito della scorta, Luca Moro ricorda: "Il nonno voleva trasferire gli agenti per tutelarli, perché avvertiva che il suo momento iniziava ad arrivare. Ma loro si sono rivolti a mia nonna chiedendole di non essere trasferiti, non volevano lasciarlo morire solo. L'amara ironia della sorte è che la scorta è morta a via Fani e il nonno è morto comunque da solo, in un altro momento e in altro luogo".

A pochi giorni dal voto sulla separazione delle carriere, Luca Moro ricorda la difesa strenua da parte del nonno, allora giovane costituente, dell'istituto del referendum, da lui ritenuto "il momento privilegiato in cui il popolo stesso può pronunciarsi esplicitando direttamente 'l'evoluzione della coscienza pubblica'". Una definizione che "ci dice oggi più che mai che cosa sia il referendum, quanto sia importante per le persone di adesso, a una settimana dal voto, perché sono le persone direttamente che devono scegliere guardando il merito della proposta, non è il partito che deve dettare la linea, sono le persone che votano fuori dal discorso partitico. E questa è la volta che devono usare il cuore unito alla testa, perché quel voto che stanno esprimendo lo esprimono per loro. Di Aldo Moro costituente e della giustizia vorrei ricordare un'altra riflessione quanto mai attuale: "Il valore della civiltà si desume in modo notevole dalla giustizia che essa riesce a promuovere e a realizzare". Quindi, ben vengano, finalmente, passi avanti verso un processo più giusto". 
   

Tajani sul rapimento di Aldo Moro: 'Uno dei momenti più bui'

A 48 anni dal "tragico giorno" del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, "ricordiamo uno dei momenti più bui della storia repubblicana e onoriamo gli uomini che morirono per difendere i valori della Repubblica": così su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Nel messaggio, Tajani cita anche i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e i poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, morti nell'agguato del 16 marzo 1978. "Il loro sacrificio resta un monito contro la violenza e ci impone di rinnovare l'impegno collettivo per una società più giusta, libera e democratica", afferma il ministro. 

Schlein: 'Ricordare per difendere i valori della democrazia'

"A 48 anni dal rapimento di Aldo Moro e dalla strage della sua scorta ricordiamo una delle pagine più buie e dolorose della nostra storia repubblicana. Questa mattina in via Fani insieme ad una delegazione del Partito Democratico abbiamo reso omaggio alla memoria di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Ai loro familiari va tutta la nostra vicinanza. Per noi ricordare significa continuare a difendere, ogni giorno, i valori della democrazia contro ogni violenza politica e contro il terrorismo". Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

Fontana: 'Pagina dolorosa della storia, nuovi documenti accessibili'

"Il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione degli uomini della sua scorta restano una delle pagine più dolorose della nostra storia repubblicana. A 48 anni di distanza è una ferita che continua a interrogare la coscienza del Paese e delle istituzioni. Per questo alla Camera abbiamo reso accessibili nuovi documenti, oggi consultabili anche online. Un passo concreto in più sulla strada della trasparenza, della memoria condivisa e della ricerca della verità". Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. 

La Russa: 'Ricordare il 16 marzo riafferma valori libertà e democrazia'

"Il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione di cinque uomini della sua scorta: i poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, e i Carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci. Ricordare quel giorno così drammatico significa rendere omaggio a chi sacrificò la propria vita e riaffermare, con forza, il valore della libertà e della democrazia contro ogni forma di terrorismo". Lo dice il Presidente del Senato Ignazio La Russa su Facebook. 

Gualtieri: 'Roma ricorda Moro e la sua scorta, ferita profonda'

"16 marzo 1978, in via Fani, un agguato sconvolse l'Italia: il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione dei cinque uomini della sua scorta. Una ferita profonda, rimasta impressa nella memoria e nella coscienza del nostro Paese e della nostra città. Roma ricorda il Presidente Moro e i servitori dello Stato caduti in quell'attacco delle Brigate Rosse: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Di fronte a quella violenza l'Italia seppe reagire unita, ritrovando la forza per sconfiggere la stagione della lotta armata. La nostra città rende omaggio a loro e a tutte le vittime innocenti del terrorismo e delle stragi". E' quanto afferma il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. 

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