Il Napoli frena la fuga dell'Inter, Milan altro pari

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 L'Inter prova la fuga, il Napoli la riprende, Finisce 2-2 la sfida da scudetto di San Siro, con la squadra di Chivu due volte in vantaggio e quella di Conte due volte capace di fare il pari: immagine plastica di un allungo in classifica che i nerazzurri cercano e i partenopei impediscono.


    Il posticipo e' partita dai ritmi alti ed elettrica nel finale, con l'espulsione di Conte che grida 'vergogna' all'arbitro. Protagonista assoluto, McTominay, autore di una doppietta. Apre Dimarco nel primo tempo, dopo la partenza forte del Napoli, ma McTominay fa l'1-1 con un tocco sottoporta da centravanti. La ripresa pare una fotocopia, gli uomini di Conte gettano il cuore oltre l'ostacolo e le assenze pesanti e ripartono all'attacco: prima Hojlund poi Di Lorenzo mancano il vantaggio, cosi' l'Inter reagisce e torna avanti con un rigore fischiato da Doveri, indigesto a Conte e realizzato da Calahnoglu. Mancano una manciata di minuti, la fuga scudetto sembra fatta, ma ancora una volta lo scozzese del Napoli, su assist di Lang, inventa in area un sinistro sottoporta per il 2-2 finale. Ora l'Inter e' a quota 43, +3 sul Milan fermato a Firenze e +4 sul Napoli, raggiunto dalla Roma (in attesa della Juve). A chiarire meglio la classifica, i recuperi delle partite rinviate per la Supercoppa, in setitmana.


    Una traversa finale della new entry Brescianini mette paura al Milan e impedisce a una rigenerata Fiorentina di fare un passo spedito verso la zona salvezza. Ma i rossoneri segnano il passo per la seconda consecutiva (terza nelle ultime cinque partite) al termine di una partita spigliata e ricca di occasioni. E' l'occasione giusta però per una riconciliazione col pubblico perchè i viola fanno punti per la terza volta consecutiva e sembrano usciti dal buco nero che li ha oscurati dai radar del campionato nel girone d'andata. Qualche segnale di allarme pero' dovrebbe far riflettere Allegri: come tre giorni prima contro il Genoa, il Milan rimedia un pareggio in zona recupero: a San Siro con Leao, al Franchi con Nkunku.
    In zona retrocessione ko casalingo per il Verona, ossigeno puro per una Lazio rimaneggiata e costretta a utilizzare i nuovi acquisti per la partenza di Castellanos e Guendouzi. Gara equilibrata, decisa da una sfortunato autogol di Nelsson (che poi spreca anche un'ottima occasione) su un cross di Lazzari.
    Nuovo harakiri del Lecce che getta alle ortiche una partita che stava vincendo regalando al Parma due espulsioni che consentono agli emiliani il sorpasso e un prepotente scatto in avanti.


    La situazione in classifica rimane fluida: guadagna spazio la Roma dopo il successo in emergenza col Sassuolo visto che il Como frena riuscendo comunque a pareggiare col Bologna mentre prosegue la rimonta dell'Atalanta che con Palladino è tornata ad essere competitiva.
    Fra Fiorentina e Milan è una battaglia corretta ma senza un attimo di pausa. Inizio garibaldino dei rossoneri che trovano per tre volte l'occasione per passare con Pulisic, spalleggiato da Fullkrug, ma i viola si salvano, salgono di tono nella ripresa trovando il vantaggio di testa con Comuzzo su una dormita collettiva a centro area. Poi sprecano le opportunità per il raddoppio e l'assedio del Milan consente a Nkunku di agguantare con abilità il pari. Nel recupero arrembaggio viola, con la traversa di Brescianini e un'uscita decisiva di Maignan su Kean. Rosso a Vanoli nel primo tempo, ma il suo lavoro comincia lentamente a pagare.
    Torna mestamente all'ultimo posto il Verona, insieme al Pisa, dopo una gara in grande equilibrio e con pochi lampi con la Lazio. Isaksen prova a sfondare all'inizio, Provedel salva su Bradaric. Oltre a Taylor, schierato all'inizio, Sarri fa entrare nella ripresa anche Ratkov. I veneti non sfruttano alcune opportunità e in contropiede Lazzari crossa ma Nelsson devia nella propria rete.


    L'approccio del Lecce e' convincente: dopo 52" va in gol Stulic, i pugliesi dominano Maleh colpisce un palo, Banda si mangia il 2-0 e nella ripresa lascia i suoi in 10 per un'entrata killer su Del Prato. Cambia tutto: Oristanio colpisce la traversa, Tiago Gabriel regala un goffo autogol, Pellegrino di testa trova il vantaggio e il Lecce finisce in nove per una follia di Gaspar che scalcia Pellegrino. 

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