Il miracolo di Scafati: la piccola capitale dell'oro rosso che riscrive la storia del calcio e del basket ​

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Dalle radici industriali piantate da Felice Romano e Aniello Longobardi a una realtà sportiva senza confini: con i gialloblù del calcio che superano Napoli e Milan per numero di vittorie e il basket lanciato verso la riconquista della A1

Oscar Maresca

7 aprile - 18:54 - MILANO

Due imprenditori visionari hanno fatto grande Scafati grazie… ai pomodori. Felice Romano e Aniello Longobardi guidano rispettivamente la squadra di calcio e il club di basket della città a 30 chilometri da Salerno. Entrambi, oltre agli impegni sportivi, gestiscono due società leader nel settore della produzione alimentare e conserviera. Se nella pallacanestro i gialloblù hanno sempre ottenuto grandi risultati, stavolta i riflettori si sono spostati dal parquet al campo. La Scafatese, fino allo scorso weekend, era l’unica squadra ancora imbattuta in Italia dalla Serie A alla D: 23 vittorie, 6 pareggi e 1 sconfitta nel girone G. Per successi ottenuti ha fatto meglio di Napoli e Milan: il primo ko stagionale è arrivato il 2 aprile contro il Trastevere Calcio. per successi ottenuti ha fatto meglio di Napoli e Milan. Il gruppo allenato da Giovanni Ferraro ha conquistato la promozione in C con sei giornate d’anticipo dominando il campionato. I tifosi attendevano il ritorno tra i professionisti da 16 anni. E pensare che nel 2011 – dopo l’ennesimo fallimento – la squadra è stata costretta a ripartire dalla Terza Categoria. Nelle vie del centro si vedono già striscioni e addobbi che celebrano il traguardo, in attesa della festa di fine stagione. Prima però c’è un altro obiettivo da raggiungere: lo Scafati basket punta la promozione in A1. Coach Vitucci e i suoi non vedono l’ora di regalare un’altra gioia alla città.

Tifa anche la politica

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Lo stadio Vitiello e il PalaMangano distano poco meno di un chilometro. A Scafati, la domenica si va in curva per tifare la squadra e poi al palazzetto per sostenere i gialloblù del basket. Lo sport da queste parti è amore, passione, dedizione. Non solo tra la gente, pure in politica. Il sindaco Angelo Aliberti non si perde una gara degli uomini di Ferraro, in casa e spesso in trasferta. Insieme all’assessore allo sport del Comune, Giovanni Di Palma, e al resto della giunta si sta occupando in queste settimane della questione stadio: “La società ci ha chiesto in gestione l’impianto e noi siamo d’accordo. Nei due anni della nostra amministrazione – ricorda l’assessore – abbiamo speso oltre 1.200.000 euro per i lavori di ristrutturazione. Dalla sostituzione del manto erboso alla manutenzione dei fari di illuminazione, passando per il restyling degli spogliatoi e l’installazione dell’impianto fotovoltaico. Ora l’obiettivo è adeguare il Vitiello agli standard richiesti dalla Serie C”. L’assessore Di Palma e il sindaco Aliberti sono sempre stati accanto alla Scafatese, anche negli anni complicati in Eccellenza quando sulle tribune c’erano meno di 100 spettatori: “Le vittorie hanno riacceso l’entusiasmo, in città si è tornati a tifare per la Scafatese. Nella scorsa stagione abbiamo perso la finale playoff contro la Reggina al Granillo – ricorda Di Palma - io ero lì. Nonostante la sconfitta tutti eravamo felici di aver giocato in uno stadio storico e contro un club che ha fatto la differenza in Serie A. Quest’anno ci godiamo il ritorno tra i professionisti. Per il derby con l’Ischia abbiamo installato un maxischermo in piazza Vittorio Veneto. C’erano migliaia di persone, è stato bellissimo”. 

La Scafatese e… Warhol

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Nella storia della Scafatese dei record c’è pure Andy Warhol. Sì, proprio lui, il celebre artista statunitense e icona della Pop-Art. Una delle sue opere più famose è il Campbell's Soup Cans: una serie di 32 tele realizzate con la tecnica della stampa serigrafica che raffigurano lattine di pomodori della nota azienda americana. Quella stessa società a cui lo scorso dicembre il presidente Felice Romano ha ceduto il 48% della sua holding “La Regina”. Per dare qualche cifra, nel 2025 il gruppo con sede sia a Scafati che a New York ha chiuso con un fatturato di oltre 390 milioni di euro. “Ho iniziato a investire nel calcio due anni fa con il San Marzano – racconta il patron Romano - poi ho rilevato la Scafatese e in due stagioni siamo riusciti a conquistare la promozione in C. Il mio motto è step by step, passo dopo passo. La vittoria di questo campionato è un punto di partenza. Con la squadra vogliamo arrivare sempre più in alto”.

uomo del popolo

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In estate, il presidente aveva affidato il ruolo di team manager a Totò Di Natale. In panchina c’era Gianluca Esposito. A dicembre però è arrivata la rivoluzione: via entrambi nonostante il primo posto in classifica a +4 sulle inseguitrici. Una scelta insolita, condivisa insieme al ds Pietro Fusco: ex calciatore con un passato da dirigente allo Spezia. “In estate ero stato chiaro, volevo che questo club diventasse come una famiglia. Il direttore Fusco mi ha ascoltato creando una squadra davvero forte. Siamo stati criticati per le scelte, ma i risultati ci hanno dato ragione”. In un video diventato virale sui social, si vede il presidente Romano distribuire banconote da 500 euro durante la festa promozione: “Un gesto goliardico, sui soldi era stampata la mia faccia – ha ammesso -. Sono così, un uomo del popolo. Ho seguito il derby contro l’Ischia insieme ai tifosi in piazza. Scafati si è riavvicinata alla Scafatese e ha mostrato un affetto profondo. L’emozione più bella è stata vedere i bambini felici sventolare le bandiere gialloblù. La gente deve continuare a sognare, noi vogliamo vincere ancora”. 

40 anni di successi nel basket

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Dal 1986 alla guida dello Scafati Basket c’è Aniello Longobardi: 40 anni di gestione, tra successi storici e imprese rocambolesche. Sono tantissimi i campioni che hanno vestito la maglia gialloblù e trascinato la squadra, da Anthony Carter a David Logan, passando per Rick Apodaca fino agli azzurri Alessandro Gentile e Andrea Cinciarini. La squadra di coach Vitucci sta lottando in A2 per conquistare la promozione: “I risultati del calcio hanno dato visibilità anche alla nostra realtà. I tifosi ci chiedono la doppia festa promozione, ma abbiamo un finale di stagione intenso da giocare. Dobbiamo restare concentrati”. Enrico Longobardi, figlio del patron Aniello, è responsabile dell’area tecnica e dirigenziale: “La promozione in A1 di quattro anni fa è stato uno dei momenti più belli, così come la salvezza conquistata nel 2023 grazie alle imprese contro Verona e Brescia. Quella volta a fine stagione, come premio, Logan chiese a mio padre di guidare la sua Maserati. Papà gli consegnò le chiavi: ‘È tua’, gli disse. Ma David tornò passata qualche ora, forse andò a festeggiare al McDonald’s”. La prima storica annata in Serie A del club è stata nella stagione 2006/2007 con Carter: “Era convinto che bere un calice di vino rosso prima delle partite lo aiutasse a segnare più punti – ammette Enrico Longobardi -. Visti i risultati, magari aveva ragione”. Adesso però conta solo il presente: “Ci giochiamo tutto in questo mese, vogliamo tornare in A1. In futuro, il sogno sarebbe chiudere il campionato tra le prime otto squadre in Italia. Non ci siamo mai riusciti”. A Scafati, tutto è possibile.

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