Il Milan e l'ultimo colpo di mercato: perché Amorim lo vuole sulla trequarti e non in difesa

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Il tecnico e Cardinale puntano a rinforzare le zone dietro il centravanti, dietro la rosa potrebbe restare così com'è

Marco Pasotto

Giornalista

22 agosto - 08:50 - MILANO

Un nuovo faccia a faccia - occhi negli occhi e dialogo schietto - tra proprietà e allenatore. Gerry Cardinale a Milanello non significa solo vicinanza retorica alla squadra, ma anche e soprattutto colloqui operativi di mercato. Perché al gong manca soltanto una decina di giorni e c'è ancora qualcosa da fare. Molto, in uscita; almeno un altro tassello, in entrata.

prospettive

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Intanto, iniziamo col dire che è ragionevole pensare a un solo altro colpo. Se nell'ultimo periodo filtrava l'esigenza di portare a Milanello ancora un centrale e un trequartista, adesso il primo profilo - a meno di imprevedibili occasioni, magari last minute - è stato depennato. La difesa, a grandi linee, viene considerata a posto così com'è adesso. E probabilmente la considerazione non cambierebbe nemmeno con l'uscita di Tomori (che peraltro il Milan ha escluso dalla numerazione delle maglie). Ad ogni modo, ricapitolando, là dietro in questo momento ci sono Gila, Gabbia, Pavlovic, De Winter, Tomori e Diawara. Non solo: abile e arruolabile, sul centrosinistra, all'occorrenza c'è pure Bartesaghi, che con l'arrivo di Moreira vede ridursi parecchio le sue prospettive di impiego. La somma, comprendendo anche Davide, dà sette giocatori. Per una linea di tre uomini, numericamente il discorso è ineccepibile. Ed è probabilmente anche in base a questo che l'esigenza di un ulteriore centrale è stata messa in congelatore. Diversa però la riflessione se entriamo nell'ambito tecnico: è ormai noto come Amorim prediliga - tradotto: abbia necessità - centrali abili con la palla, ovvero adatti a far partire l'azione. Ma scorrendo i nomi (ed escludendo Gila, preso appositamente per questo), non si scorgono piedi particolarmente educati per le esigenze dell'allenatore.

obiettivi

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In realtà, al netto di quanto arriverà in cassa dalle cessioni - cifra al momento impossibile da ipotizzare -, l'investimento su Moreira ha ulteriormente gonfiato la spesa per i rinforzi. In questo momento ci sta quindi che di fronte a due situazioni a cui mettere mano, se ne privilegi una. Le attenzioni quindi in questi giorni si orienteranno sulla trequarti, col grande rimpianto di non essere riusciti ad arrivare a Karetsas, che era per distacco l'obiettivo numero uno di Amorim. Ora come ora il reparto è particolarmente fluido, in attesa di trovare stabilità negli uomini e di conseguenza nelle consegne tattiche. Perché adesso c'è un po' di confusione. Sintetizzando banalmente: Pulisic è recuperato ma è reduce da un lungo stop, Nkunku che pareva un punto fermo è in uscita, Leao è in vendita al miglior offerente, Cissè che pareva ai saluti forse resta (più sì che no), Rabiot potrebbe essere dirottato da quelle parti e Saelemaekers pure. Scorrendo tutti questi nomi, è facile rendersi conto che gli unici due giocatori di ruolo sono Pulisic e Cissè, che - al netto delle indubbie qualità - in Serie A ha giocato tre volte per un totale di 14 minuti. Detto questo, è evidente che giocatori come Rabiot e Saelemaekers possano, in modi diversi, interpretare lo spartito, ma restano degli adattamenti. E la storia (recente) insegna che le squadre di Amorim funzionano davvero soltanto quando il portoghese ha, in ogni singola posizione, calciatori adatti alla sua proposta di gioco.

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